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Condannata alla prigione per aver guardato il telefono del marito

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Condannata per aver controllato il telefono di suo marito.

Questa condanna potrebbe sembrare del tutto estrema ed eccessiva in Occidente, ma negli Emirati Arabi, chiunque controlli il telefono di un’altra persona rischia la prigione. Questa pratica rientra nell’ambito della legge sulla criminalità informatica, in particolare per quanto riguarda la tutela della privacy degli individui online.

Cellulare e privacy, il dibattito

In alcuni paesi del Medio Oriente, come gli Emirati Arabi Uniti, “sbirciare” nel telefono di qualcuno è un vero e proprio crimine informatico che può essere severamente punito dalla legge.

L’esempio perfetto è quello di questa donna che è stata condannata a 3 mesi di carcere dopo aver “controllato” il cellulare di suo marito. Nello specifico, la donna avrebbe trasferito le immagini e le conversazioni del marito sul suo telefono per conservare le prove e dimostrare un suo entourage.

Il marito ha immediatamente presentato una denuncia.  In sua difesa la moglie ha detto che il marito le aveva dato la sua password e le aveva permesso di guardare nel suo telefono dopo che lei lo aveva sorpreso a parlare con un’altra donna. Nonostante ciò la donna è stata condannata a 3 mesi di prigione, per un reato di violazione della privacy online. Stando alle nuove leggi sulla criminalità informatica ha rischiato fino a 25 anni di prigione.

Ovviamente il caso ha avuto un grande seguito sui social network che hanno diviso l’opinione pubblica in coloro che hanno considerato la condanna completamente ingiusta ed altri che invece hanno ritenuto che fosse stata meritata.

Perché la legge legata alla criminalità informatica è così severa negli Emirati Arabi?

iStock Photo

Secondo un rapporto di Symantec, leader mondiale nelle soluzioni di sicurezza dei dati, backup e disponibilità, le conseguenze del crimine informatico sono costate al paese nel 2012, milioni di dollari in perdite finanziarie dirette. Il 46% degli utenti di social network nel paese ha subito crimini informatici sulle piattaforme di queste reti.

Sono stati indagati oltre 13.000 adulti provenienti da 24 paesi per questa edizione 2012 del Norton Cybercrime Report. L’indagine ha confermato che 110 miliardi di dollari (87,5 miliardi di euro) solo nel 2012, sono stati persi a causa dei criminali informatici che prendono di mira individui in tutto il mondo.

Justin Doo, direttore di Symantec, ha affermato che nel 2013 si è registrato un costante aumento degli attacchi mirati contro governi, imprese e privati ​​per motivi finanziari e politici, in aggiunta alla criminalità informatica tradizionale.  L’elevato numero di sistemi mobili per persona negli Emirati Arabi Uniti sta creando un nuovo percorso di incidenti sempre più sofisticati.

Come riportato da Amnesty International, le autorità degli Emirati Arabi hanno di recente limitato la libertà di espressione e di associazione, citando le disposizioni del Codice penale e le leggi antiterrorismo e cibercriminalità che stabiliscono il reato di criticare pacificamente politici o rappresentanti dello stato. Si è assistito persino a carcerazioni di opinion leader e le autorità stanno ancora trattenendo alcune di queste persone in detenzione, molte sono anche state messe sotto tortura.

Sia cheper questioni politiche che per questioni private, imprigionare una donna che potrebbe sospettare che suo marito sia infedele, può solofarci prendere atto che entrambe  le motivazioni meritano di sollevare molti altri dibattiti per la propria sicurezza.

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