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Le testimonianze agghiaccianti delle presunte vittime di Bill Cosby

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Le vittime di Bill Cosby sulla copertina del New York Magazine

I racconti agghiaccianti di alcune presunte vittime che hanno raccontato la famosa procedura utilizzata dall’ex star del “Cosby Show” per abusare sessualmente delle giovani donne.

Le prove schiaccianti sulla colpevolezza di Bill Cosby si sono accumulate contro Bill Cosby nel corso del suo processo. Ieri Bill Cosby è stato condannato da 3 a 10 anni di reclusione ed immediatamente arrestato e messo in isolamento a 81 anni.

L’ex modella Janice Dickinson è stata una delle protagoniste del processo in cui i diversi fatti accaduti sono apparsi come una variazione sullo stesso tema.

La donna descrive Bill Cosby come un “predatore sessuale con metodi provati”. Questa alta modella bruna di 1,78 m è stata sulla copertina della prestigiosa rivista “Vogue” e ha guadagnava centinaia di migliaia di dollari l’anno nei primi anni ’80. La donna è stata citata dal procuratore Kevin Steele con lo scopo di illuminare la giuria sul passato di Bill Cosby e i numerosi casi di abusi sessuali di cui era accusato.

Secondo i ricordi della donna, dopo essere stata contattata e aver accettato un invito presso la sua abitazione, ha bevuto un bicchiere di vino durante l’incontro con Bill Cosby, poi nebbia per diverse ore. La donna si è resa conto che probabilmente era stata messa una pillola nel suo bicchiere. A quella nebbia si alternavano momenti di lucidità, finestre di orrore, la storia del sessuagenario corrispondeva, in molti punti a quella delle altre vittime: “Ecco il papà americano, sdraiato sopra di me, un uomo felice in matrimonio con cinque figli”, ha detto Janice Dickinson, riferendosi a uno dei rari momenti di coscienza che lei ricordava. L’effetto del sedativo era tale che lei perse conoscenza mentre l’eroe del “Cosby Show” la stava violentando.

Janice Dickinson ha raccontato di aver chiesto spiegazioni all’attore quando si è svegliata, senza averne alcuna.

Come con le altre vittime, rimase in silenzio, non era più anonima e aveva una reputazione nel mondo della moda: “Avevo successo, ho avuto problemi a raccontare tutto…”, ha detto alla corte a Norristown, in Pennsylvania, che distava poche miglia dalla casa di Bill Cosby, dove presumibilmente è avvenuta l’aggressione e dove Bill Cosby avrebbe aggredito sessualmente anche un’altra donna, Andrea Constand, all’inizio del 2004. Avevo clienti conservatori”, “Vogue”, stilisti, pubblicitari, “che non avrebbero apprezzato che io fossi implicata in una faccenda di violenza sessuale”, ha aggiunto la modella.

Le vittime descrivono un Cosby manipolativo

Bill Cosby condannato per violenze sessualiDopo le domande dell’accusa, l’avvocato di Bill Cosby, Tom Mesereau, ha insistito sul fatto che nella sua autobiografia del 2002 “No Lifeguard on Duty”, Janice Dickinson ha fornito una versione completamente diversa dell’episodio.

Nel libro, diceva che si era congedada da Cosby che quella notte l’aveva invitata nella sua stanza, e ha detto che non era successo niente tra loro. “Tutto è stato fatto” nel libro “perché volevo prendere un assegno”, ha spiegato. “Oggi ho giurato sulla Bibbia (il giuramento richiesto per ogni testimone), per raccontare la mia vera storia.”

Come aveva fatto il giorno prima con un altro testimone, Tom Mesereau ha sottolineato gli eccessi di Janice Dickinson, che ha già ammesso di aver usato la cocaina in diverse occasioni e ingerito Quaalude, una droga che spesso causa letargia, la stessa che Bill Cosby avrebbe fatto assumere alle sue vittime.

Prima dell’udienza di Andrea Constand, un’altra donna, Lise-Lotte Lublin, è stata chiamata a testimoniare. Come le altre, ha descritto una situazione in cui Bill Cosby la spingeva a bere alcolici, che lei non consumava mai, finché non perse conoscenza. Disse che ricordava Cosby, seduto dietro di lei, che le accarezzava i capelli, ma non ricordava un abuso sessuale. La donna che ora è professore di educazione fisica ha parlato di un Cosby manipolativo, che si è presentato come un mentore per ispirare fiducia, una descrizione comune a quella delle altre quattro donne che avevano già testimoniato prima di lei.

“Avevo fiducia in lui, perché era il papà americano”, ha detto Lise-Lotte Lublin, facendo eco all’espressione di Janice Dickinson.

Accusato di violenza sessuale da più di 60 donne, Bill Cosby ha perso il suo status di figura morale, particolarmente influente nella comunità afro-americana.

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