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Divorzio, ex moglie disoccupata riceve un assegno di 200 euro

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divorzio
Tribunale (Thinkstock)

Un caso di divorzio nel quale un’ex moglie disoccupata riceve dal marito un assegno di soli 200 euro

La Cassazione ha confermato una sentenza che potrebbe essere una pessima notizia per le donne divorziate. Una signora di Salerno, disoccupata, ha perso il ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d’Appello di Salerno, che aveva risolto una causa di divorzio con un assegno divorzile a carico del marito di soli 200 euro. Una cifra irrisoria, che ha spinto la donna a ricorrere in Cassazione, in quanto, secondo la parte, la sentenza impugnata non aveva tenuto conto della disparità delle rispettive posizioni.

La motivazione è che a seguito della separazione l’ex moglie non era in grado di “mantenere autonomamente il tenore di vita pregresso, essendo disoccupata e sfornita di redditi” e per di più sprovvista di abitazione, dal momento che l’ex marito aveva venduto la casa coniugale. Una situazione che l’aveva costretta anche a trasferirsi in un’altra città. Ma la decisione della Corte d’Appello, confermata dalla Cassazione, ha stabilito che l’assegno di divorzio che l’ex marito dovrà corrisponderle è di soli 200 euro. Una situazione ormai irrecuperabile per la coppia, che ha portato alla separazione dopo anni di vita insieme, una separazione culminata con la causa per il divorzio.

Assegno di divorzio di 200 euro alla ex moglie disoccupata: la spiegazione

Nello spiegare la decisione per la quale una donna disoccupata riceve un assegno di divorzio di 200 euro mensili, l’ordinanza n. 14231/2018 della Cassazione insiste sull’addio al tenore di vita quale parametro di riferimento per la misura dell’assegno divorzile e ribadisce la valutazione esclusiva sulla base dell’indipendenza o autosufficienza economica. Nel provvedimento viene spiegato che sbaglia la donna ad invocare il tenore di vita pregresso quale parametro di riferimento per la commisurazione dell’assegno divorzile. In più, a margine della sentenza, è arrivata anche la beffa. La signora ha visto confermarsi i 200 euro di assegno di mantenimento post divorzio e sarà costretta anche a pagare anche le spese processuali, ammontanti a 1.500 euro oltre ad accessori di legge.