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Frizzi, la commovente scelta di Antonella Clerici e Carlo Conti

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carlo conti e fabrizio frizzi

Carlo Conti e Antonella Clerici presenteranno la partita del cuore. Una scelta commovente da parte dei due amici storici

Antonella e Carlo. Saranno loro a presentare la sfida calcistica di beneficenza tra la Nazionale Italiana Cantanti e i Campioni del Sorriso.

La partita del prossimo 30 maggio che per tanti anni è stata guidata direttamente da Fabrizio Frizzi si svolgerà allo Stadio Ferraris di Genova e la gara sarà abbinata ad una raccolta fondi per l’Istituto Gaslini e AIRC.

Ecco chi parteciperà alla partita del cuore

carlo conti e antonella clerici preghiera degli artisti fabrizio frizzi

Oltre agli amici del conduttore ci saranno le madrine Bebe Vio e Penelope Cruz. Tra gli artisti confermati Francesco Totti, Antonio Cassano, Gianni Morandi, Ficarra e Picone, Pio e Amedeo, Marco Rossi, Mattia Perin, Fabio Quagliarella, Paolo Belli, Moreno, Benji e Fede, Briga, Lodo e Albi dello Stato Sociale, Ermal Meta, Luca e Paolo, Clementino, Sfera Ebbasta, Rocco Hunt, Boosta, Jack Savoretti, Il Volo, Luca Onestini, Enrico Ruggeri, Neri Marcorè, Paolo Conticini, Gian Piero Gasperini, Emiliano Viviano, Angelo Palombo, Roberto Pruzzo.

Quando Conti Disse: “E’ dura andare avanti senza Fabrizio”

carlo conti e fabrizio frizzi

Oltre a dover superare la perdita di Fabrizio Frizzi, Carlo Conti si è ritrovato a tornare nello studio de L’Eredità dove, per diverso tempo, erano stati i protagonisti di una staffetta alla conduzione. Dopo averlo sostituito lo scorso ottobre, Conti è stato scelto dalla Rai per condutte il game show fino a maggio. Tornare in quello studio, però, non è stato affatto facile per Carlo Conti come ha confermato ai microfoni del settimanale Chi: “Quando un dolore è così forte non puoi fare proclami, è un strazio che hai dentro fortissimo e ti toglie le parole. Non riesco a commentare una cosa che mi tocca così da vicino, preferisco il silenzio per cercare di metabolizzarlo. Andare in onda è stato triste: ho messo il “pilota automatico”, ma è stato difficile andare avanti perché eravamo veramente legati. Mi chiamava “fratellone” e questo dice tutto…”.