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Per combattere l’insonnia addormentatevi come nell’epoca vittoriana

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dormire epoca vittoriana
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Sconfiggere l’insonnia? Si può, facendo uns alto indietro nel tempo e ispirandoci all’epoca vittoriana per dormire meglio.

Ad affermare che la cura per l’insonnia sia fare un apsso indietro nel tempo è stato il professore di storia alla Virginia Tech degli Stati Uniti Roger Ekirch, secondo il quale è stato lo sviluppo tecnologico ad allontanare tutti noi da un sonno di qualità.

Secondo lo studioso, nell’epoca vittoria si dormiva in modo diverso, forse anche meno ma senza dubbio meglio. Scopriamo perché e come riportare a noi quest’epoca d’oro del sonno ristoratore.

Contro l’insonnia sonno in stile epoca vittoriana

addormentarsi epoca vittoriana
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A rovinare la qualità del nostro sonno, conducendoci all’insonnia, è stato lo sviluppo tecnologico. Nell’epoca vittoriana si andava a dormire al calar del sole, ci si svegliava dopo circa cinque ore, si svolgeva qualche lavoro domestico e di nuovo a ninna. Un’abitudine particolare ma sana, sradicata ahimè dall’avvento dell’elettricità.

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Lampadine & Co. ci hanno portato ad andare a letto sempre più tardi, prolungando il sonno sino al mattino e facendo scomparire l’abitudine del sonno in due fasi.

Quello che i ricercatori chiamano “sonno bifasico” pare esser in realtà il giusto percorso verso un sonno veramente ristoratore. Complice di ciò è proprio quel risveglio di circa un’ora tra le due fasi, momento in cui ci si rilassa preparando il corpo al secondo round di letto: leggere, fare qualche faccenda domestica ci condurrebbe poi a una fase finale del sonno veramente capace di farci poi svegliare ben riposate.

Per riposarci davvero durante la notte e sconfiggere l’insonnia occorre allora dividere il nostro sonno in due diversi momenti, separati da circa un’ora durante la quale sarà essenziale evitare tutte quelle attività che potrebbero svegliare il nostro cervello: l’obbiettivo sarà infatti annoiare quest’ultimo preferendo un libro, una tazza di latte o qualche faccenduola domestica alla luce di cellulari, televisori, computer e affini.

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In pratica si può accettare di non fare un’unica tirata di sonno, a patto di saper gestire al meglio il risveglio notturno, proprio come si sapeva ben fare in epoca vittoriana.