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Psiche: l’ipocondria cosa è e come si cura?

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Sembra che ne soffrano 2 persone su 10 con una maggiore incidenza delle donne sugli uomini. La si può annoverare tra i disturbi d’ansia stiamo parlando dell’ipocondria ossia una costante  apprensione per la propria salute. Una tendenza ansiosa o ossessiva tendenza a sopravvalutare i minimi disturbi.

(IStock)
(IStock)

Chi è l’ipocondriaco?

A chi di noi non è capitato di domandarci se quel doloretto che abbiamo sentito al petto fosse determinato dal troppo lavoro oppure rappresentare l’avviso di un problema cardiaco? Queste preoccupazioni se troppo eccessive possono interferire con le attività di tutti i giorni, occupando la nostra mente fino a 14-16 ore al giorno.

L’ipocondriaco monitora e tasta continuamente il proprio corpo alla ricerca di cambiamenti, trascorre un sacco di tempo a cercare informazioni, ma in questo modo l’ansia invece di diminuire aumenta.

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Chi soffre di questo disturbo ha un’immagine di sè caratterizzata dalla credenza di essere delle persone fragili, vulnerabili, deboli e  facili alle malattie. Ed è su questo che si costruisce la loro personalità ed identità! Questa si costruisce  nella prima infanzia all’interno delle relazioni con le figure significative di riferimento. Molto spesso la figura d’attaccamento rispecchia questa immagine di debolezza in modo ripetitivo attraverso atteggiamenti iperprotettivi.

L’ipocondriaco  è intrappolato in una spirale viziosa che rende vani i tentativi di rassicurazione e le valutazioni critiche che esso rivolge alla propria condizione e allo stesso tempo si nutre di queste valutazioni.

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La tecnica migliore per cercare di calmare l’ansia è ricorrere alle tecniche di rilassamento e di respirazione profonda. Identificare  i pensieri o i sintomi che vi preoccupano magari annotandoli. Se questo non bastasse a calmare l’ansia allora è bene rivolgersi ad uno specialista attraverso una terapia psicologica sarà possibile individuare e interrompere le spirali viziose che questo disturbo produce