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Attentato di Nizza: i ragazzi italiani salvati da una famiglia tunisina

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Attentato di Nizza: una bella storia a lieto fine. I dettagli da CheDonna.it.

Studenti italiani a Nizza (Foto L'Espresso)
Studenti italiani a Nizza (Foto L’Espresso)

Nella morte e nell’orrore dell’attentato di Nizza del 14 luglio scorso c’è anche una bella storia di solidarietà. Una di quelle che scaldano il cuore e accendono un lume di speranza su questi tempi bui.

Nella città francese quella sera maledetta c’erano anche degli studenti italiani dell’Università di Torino. Otto ragazzi che studiano Giurisprudenza e si trovavano a Nizza per la summer school organizzata dall’ateneo locale. La sera del 14 luglio erano sul lungomare della Promenade Des Anglais quando il killer Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha iniziato ad investire le persone con il lungo camion bianco. Una folle corsa nella quale sono rimaste uccise più di ottanta persone.

I ragazzi italiani, per loro fortuna, erano arrivati in ritardo allo spettacolo dei fuochi di artificio per le celebrazioni della festa nazionale francese del 14 luglio. I fuochi erano finiti quando gli studenti sono arrivati sulla Promenade Des Anglais. Alcuni erano lontani dal luogo dell’assalto del camion. Altri invece erano proprio nel luogo della strage. Sono stati sfiorati dal grosso camion bianco e si sono salvati grazie ad una pensilina dietro alla quale di sono riparati. I ragazzi più lontani, pur avendo udito dei colpi, non si sono resi subito conto di quello che stava succedendo. Lo hanno capito solo quando si sono visti arrivare addosso la folla impazzita che correva terrorizzata e soprattutto quando un uomo che stava fuggendo ha mimato il gesto del mitra.

Solo allora gli studenti italiani si sono resi conto del pericolo e hanno iniziato a scappare a più non posso, nel caos generale. Un gruppo di otto ragazzi si è trovato a correre insieme, alla disperata ricerca di un riparo. Hanno visto altre persone entrare in un palazzo e le hanno seguite. I ragazzi hanno iniziato a bussare e a piangere, pregando che fosse loro aperta la porta. Ad uno degli appartamenti hanno aperto degli italiani, ma hanno risposto che in casa loro non c’era spazio sufficiente. Restare nell’atrio per i ragazzi era troppo pericoloso, perché c’era solo da una grande vetrata che li lasciava scoperti.

Attentato di Nizza: italiani salvati da una famiglia tunisina

Fino a quando dal terzo piano è sceso un uomo di 29 anni, Hamza Bayrem, per controllare cosa stesse succedendo. L’uomo ha visto gli studenti italiani in preda al terrore e li ha invitati a salire. Grazie ad un loro compagno di origini marocchine che conosce l’arabo, i ragazzi sono riusciti a comunicare con il tunisino, che li ha invitati a salire da lui. Dopo una iniziale diffidenza, i ragazzi si sono fatti convincere e hanno trovato riparo a casa di Hamza Bayrem e di sua moglie. La famiglia tunisina ha accolto gli studenti italiani e ha offerto loro generi di conforto. A tranquillizzare soprattutto le ragazze del gruppo ci ha pensato anche il figlio di due anni della coppia tunisina, che si è messo a giocare con loro, allentando la tensione.

Dopo la notte dell’attentato, i ragazzi italiani sono tornati da Hamza Bayrem per ringraziarlo di averli salvati e per scusarsi della iniziale diffidenza. Il tunisino ha detto che lui e la moglie non hanno fatto nulla di straordinario, ma solo aiutato delle persone che avevano bisogno. Hamza ha poi espresso profondo dolore per l’attentato. “Io e mia moglie siamo musulmani praticanti e ciò che è avvenuto non può in nessun modo rappresentare l’islam – ha detto -. Giovedì sono morti tanti esseri umani, nostri fratelli. Abbiamo perso degli amici. Non c’entra la nazionalità o la religione, siamo tutti umani. E giovedì abbiamo perso tutti tante persone. Non si può uccidere per l’islam. La religione ci chiede clemenza”.

Quando gli studenti italiani sono tornati a casa della famiglia tunisina per ringraziarla, i padroni di casa li hanno invitati a restare a cena da loro a mangiare il couscous, per avere un buon ricordo di quella casa.

Una bella notizia che ci aiuta ad affrontare questi tempi difficili. La storia è raccontata in un articolo dell’Espresso online a questa pagina.

Attentato di Nizza la testimonianza del giornalista Giampiero Spirito – VIDEO