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Notizie: nigeriano morto durante un’aggressione razzista

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Notizie del giorno: un giovane nigeriano è stato ucciso a Fermo, nelle Marche, durante un’aggressione razzista. Gli italiani morti a Dacca uccisi lentamente.

Ucciso durante un’aggressione razzista

Emmanuel Chidi e a moglie Chimiary
Emmanuel Chidi e a moglie Chimiary

Orribile episodio di razzismo a Fermo, nelle Marche. Un giovane nigeriano è morto a seguito di una brutale aggressione razzista. Il giovane, Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, stava camminando con la moglie, Chimiary, 24 anni, quando è stato aggredito da un 35enne, un ultrà della Fermana, la locale squadra di calcio, un individuo già noto alle forze dell’ordine. L’ultrà ha insultato Emmanuel e sua moglie, chiamandole “scimmie africane”, poi ha strattonato la donna. Il nigeriano ha reagito per difendere la compagna ed è stato aggredito a calci e pugni. Picchiato con violenza anche quando era già a terra. L’aggressione è avvenuta il 5 luglio. Le condizioni di Emmanuel Chidi sono apparse subito gravi. L’uomo è stato ricoverato in coma e è ieri, purtroppo, è morto. L’episodio ha suscitato profondo sconcerto in una comunità di solito tranquilla. Anche se nella zona nei mesi scorsi diverse chiese erano state prese di mira da piccoli attentati dinamitardi, da parte di ignoti, per protestare contro l’accoglienza dei migranti da parte della diocesi. Don Vinicio Albanesi, che dava accoglienza a Emmanuel e alla moglie,ha definito la brutale aggressione una “provocazione a freddo” proveniente dallo stesso “giro delle bombe davanti alle chiese di Fermo”. Ferma la condanna da parte delle autorità di governo. Oggi a Fermo si riunirà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del Ministro dell’Interno Alfano. Emmanuel Chidi Namdi era un richiedente asilo di fede cristiana, insieme alla compagna Chimary era scappato dalla Nigeria dalle violenze di Boko Haram.

Italiani uccisi a Dacca torturati

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Le bare con le salme degli italiani morti a Dacca (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Le bare con le salme degli italiani morti a Dacca (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Sono terribili le notizie che giungono sulla morte dei nove italiani uccisi a Dacca, in Bangladesh. Le salme sono tornate in Italia martedì sera e ieri sono state effettuate le autopsie sui corpi al policlinico Gemelli di Roma. I medici legali, guidati da Vincenzo Pascali e Antonio Oliva, hanno accertato che le vittime non sono morte in modo rapido, ma sono state sottoposte a  torture e mutilazioni. Sui loro corpi hanno trovato segni di taglio provocati da armi affilate, forse machete, e tracce di proiettili e di esplosivo. La loro è stata una morte lenta e atroce. Un orrore che si aggiunge all’orrore della strage.

Crolla una palazzina a Potenza

Vigili del fuoco
Vigili del fuoco

Paura la notte scorsa a Lavello, in provincia di Potenza. Una bombola del gas è scoppiata provocando il crollo del solaio di una palazzina. Nell’incidente hanno pero la vita tre persone, mentre altre tre sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Due delle vittime appartenevano alla stessa famiglia, la terza è una donna investita dal crollo di una parete perimetrale del palazzo. I tre feriti sono stati ricoverati all’ospedale di Melfi (Potenza).

Le salme delle vittime italiane dell’attentato di Dacca accolte a Ciampino dal Presidente Mattarella – VIDEO