In Italia l’invecchiamento della popolazione porta con sé una sfida sempre più evidente per il sistema sanitario. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), molti cittadini con più di ottant’anni assumono ogni giorno un numero elevato di medicinali, arrivando in alcuni casi fino a 10 o addirittura 15 pillole quotidiane
Questo fenomeno, legato alla diffusione di patologie croniche e all’allungamento della vita media, solleva interrogativi importanti sul futuro della sanità pubblica. Sempre più esperti sottolineano infatti che la prevenzione e uno stile di vita sano possono ridurre il ricorso ai farmaci, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita delle persone e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Il tema è stato al centro del convegno “Alimentazione e salute: la prevenzione come pilastro di longevità e benessere”, promosso dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma presso il ministero della Salute. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo sanitario, tra cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Prevenzione e dieta mediterranea: la strategia per ridurre malattie e farmaci
Durante il dibattito è stato ribadito come alimentazione corretta e prevenzione rappresentino strumenti decisivi per migliorare la salute della popolazione. Negli ultimi decenni, infatti, si è registrato un aumento costante delle cosiddette malattie non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, tumori, diabete di tipo 2 e disturbi neurodegenerativi.
Molte di queste condizioni sono strettamente collegate a stili di vita non salutari, come sedentarietà, alimentazione squilibrata e cattive abitudini quotidiane. Per questo motivo gli esperti sottolineano che la nutrizione non può essere considerata solo una necessità fisiologica, ma una vera e propria leva per la tutela della salute pubblica.
Numerosi studi scientifici dimostrano che una dieta equilibrata, ispirata ai principi della dieta mediterranea, può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare patologie croniche. Frutta, verdura, cereali integrali, legumi, olio d’oliva e consumo moderato di proteine rappresentano gli elementi chiave di un modello alimentare riconosciuto a livello internazionale.
In questa prospettiva, l’alimentazione viene definita sempre più spesso come una “medicina quotidiana”, capace di influenzare positivamente il benessere lungo tutto l’arco della vita. Secondo il presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi, la prevenzione è anche uno strumento fondamentale per proteggere il sistema sanitario pubblico. Ridurre le malattie evitabili significa infatti limitare i costi legati alle cure e ai farmaci, permettendo di preservare l’efficienza del Servizio sanitario nazionale.
Magi ha ricordato che il sistema sanitario italiano rappresenta uno dei pilastri del welfare del Paese, un valore che deve essere tutelato con il contributo di istituzioni, professionisti e cittadini. Sulla stessa linea anche Maria Grazia Tarsitano, consigliera dell’Ordine dei medici e promotrice dell’incontro, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare le iniziative di informazione e formazione sui temi della prevenzione.
Secondo gli esperti, investire su educazione alimentare, corretti stili di vita e cultura della salute significa agire prima che le malattie si manifestino, con benefici evidenti sia per i cittadini sia per la sostenibilità futura del sistema sanitario. In un Paese che invecchia rapidamente, la sfida della sanità non riguarda solo la cura delle patologie, ma sempre di più la capacità di prevenirle attraverso scelte quotidiane consapevoli, a partire proprio da ciò che portiamo ogni giorno sulla tavola.





