Carenza di fibre: cosa comporta?

Le fibre alimentari sono presenti soprattutto negli alimenti vegetali integrali, anche se in piccole quantità sono disponibili in vari altri gruppi di alimenti. Nei fatti non si tratta di nutrienti, in quanto il nostro organismo non è in grado di digerire le fibre; proprio questa caratteristica delle fibre offre la possibilità per il nostro corpo di sfruttarle come coadiuvanti nella digestione e, soprattutto, nel transito intestinale.

L’alimentazione e la salute

Ormai è un fatto assodato che ciò che mangiamo contribuisce a migliorare o peggiorare il nostro stato di salute. Per quanto riguarda le fibre la loro carenza può portare a diverse fastidiosi effetti nel corso del tempo. In particolare vari studi hanno dimostrato che la costante carenza di fibre nei pasti favorisce lo sviluppo di diverticoli, oltre che il presentarsi della stipsi e del gonfiore addominale. Questi disturbi possono presentarsi in modo più o meno fastidioso e regolare a seconda dell’effettiva quantità di fibre che si consumano a ogni pasto. Se l’assenza di queste molecole è drastica chiaramente è molto più probabile che si presentino frequentemente disturbi intestinali di vario genere. Per capire cosa sono i diverticoli e perché si formano è importante comprendere che questo genere di formazioni all’interno dell’intestino possono rimanere per lungo tempo del tutto asintomatiche; i sintomi, quali dissenteria e dolore intestinale, si manifestano solo quando i diverticoli si infiammano.

Altri sintomi correlati alla carenza di fibre

Un’alimentazione che comprenda una buona varietà di alimenti di origine vegetale, farine integrali e cibi poco raffinati permette di limitare il presentarsi di alcuni specifici sintomi; tra questi la formazione di diverticoli e la stitichezza sono solo i principali e i più diffusi. Ve ne sono però anche molti altri, come ad esempio la difficoltà a digerire gli alimenti, il presentarsi di ragadi o di emorroidi, il colesterolo che si innalza o un forte senso di fame che sopraggiunge poco tempo dopo i pasti. Alcune ricerche hanno correlato anche la difficoltà a mantenere il peso forma con la carenza di fibre nella dieta. Tutti i disturbi sopra indicati sono correlati al fatto che un’alimentazione priva di fibre porta alla difficoltà di assorbire correttamente i nutrienti dal cibo che si ingerisce. L’assenza di fibre all’interno dell’apparto digerente porta infatti a un rapido assorbimento di alcuni nutrienti, come ad esempio grassi e zuccheri; dall’altro lato poi rallenta il transito intestinale, causando difficoltà a svuotare l’intestino e la conseguente sensazione di gonfiore.

Come aumentare l’apporto di fibre

Il modo migliore per aumentare l’apporto di fibre consiste nel consumare, come abbiamo già detto, alimenti di origine vegetale ricchi di queste molecole. Esistono due tipologie di fibre: solubili e insolubili. Per ottenere il corretto quantitativo di fibre di entrambe le tipologie è importante servire a tavola frutta e verdura crude e cereali integrali. La quantità di fibre ideale da consumare ogni giorno è tra i 20/25 grammi; l’eccesso di queste molecole nella dieta può causare comunque problemi intestinali, è quindi consigliabile evitarlo. Esistono in commercio integratori che aiutano a risolvere i disturbi correlati all’assenza di fibre nella dieta, da utilizzare quando i sintomi si manifestano.