Bonus affitti: a chi spetta, come chiederlo e la novità introdotta

Il Bonus Affitti è un’agevolazione sorta per far fronte alle difficoltà economiche di molto famiglie in seguito alla pandemia.

Il Bonus Affitti è una della agevolazioni proposte dal Governo per far fronte alle difficoltà economiche di moltissime famigli derivanti dalla pandemia. Sappiamo infatti che è stato infatti introdotto dal cosiddetto Decreto Rilancio.

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In cosa consiste? In un credito di imposta sui canoni di locazione non abitativa. Di recente, inoltre, sappiamo che è stato ampliato anche il suo raggio d’azione.

C’è insomma una novità e cioè che potranno beneficiarne anche i gestori di piscine. Ma chi può richiedere il Bonus Affitti e, soprattutto, come si chiede? Ecco la risposta

Bonus Affitti: ecco chi può richiederlo e come dovrà fare

Una delle novità di quest’anno è appunto il bonus affitto. In cosa consiste? Come dicevamo, in un credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda.

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Come abbiamo largamente anticipato, la novità riguarda i gestori delle piscine. Questa è stata introdotta sotto esplicita richiesta di Marco Sublimi, rappresentante del coordinamento nazionale delle associazioni dei gestori delle piscine italiane, al Ministero dello Sviluppo Economico. Richiesta che, come si evince, è stata assecondata.

Ma a quale periodo dell’anno fa riferimento il Bonus? Ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022. È stata quindi bocciata la proposta del Ministero del Turismo, che aveva chiesto di confermare la misura per tutto il primo semestre del 2022.

Un’altra domanda sorge però spontanea: a chi è destinato? Ai soggetti che hanno visto il loro fatturato ridursi nel 2022 del 50% rispetto al 2019 (l’anno prima dell’inizio della pandemia quindi).

Come si fa la domanda? Presentando un’autodichiarazione all’Agenzie delle entrate, che attesti il possesso dei requisiti sopra citati ed il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle Sezioni 3.1 (“Aiuti di importo limitato”) e 3.12 (“Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti”).

Non conosciamo però ancora i termini di presentazione della domanda. Si attende infatti ancora la comunicazione ufficiale, che sarebbe dovuta arrivare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto (parliamo del 27 gennaio 2022).

Sappiamo che in ogni caso credito d’imposta è pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Ci sono casi in cui, però, la percentuale si dimezza e cioè in presenza di contratti di servizi a prestazioni complesse oppure di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento delle attività.

Esistono poi casi in cui si attesta al 50%: è il caso delle strutture turistico-ricettive. La norma prevede anche il caso in cui in una stessa struttura di questo tipo siano stipulati due contrat ti differenti, cioè uno relativo alla locazione dell’immobile ed una all’affitto dell’azienda. Cosa accade in questo caso? Il credito spetta ad entrambi.

E per quanto riguarda tutti gli altri settori? Questi potranno accedere ai benefici in misura piena entro una soglia di ricavi e compensi. Il tetto è comunque pari a 5 milioni di euro.