Vittime della Camorra, sequestro a Napoli: vitalizio illecito per 166mila euro

Vittime della Camorra, moglie e figlia di un boss percepivano illecitamente il vitalizio appannaggio di chi subisce dei torti dalla criminalità organizzata: l’indagine a Torre Annunziata, maxi sequestro per 166mila euro.

Finanziere (Foto da repertorio)
Finanziere (Foto da repertorio)

Torre Annunziata, maxi sequestro da parte della Guardia di Finanza per 166mila euro alla moglie e alla suocera di un affiliato del clan Gionta che hanno percepito in maniera indebita il vitalizio riservato alle vittime della criminalità organizzata: prassi durata ben 15 anni. Le due donne, moglie e figlia di una delle vittime della “strage di Sant’Alessandro, hanno presentato irregolarmente i documenti di richiesta. La moglie del boss addirittura risultava nubile. Nel corso dei controlli periodici anche una finta separazione, utile a trattenere il contributo economico ottenuto nel 2002.

Vittime della Camorra, percepivano il vitalizio in maniera illecita: le accuse e moglie e figlia di un boss

(Getty Images)

La figlia della vittima di Camorra, poi, si è sposata con un elemento di spicco del clan camorristico dei Gionta. L’uomo gestiva il racket e le piazze di spaccio sul territorio napoletano, con particolare attenzione alle vicende di Torre Annunziata. Tutto messo a tacere dalla donna per ottenere più facilmente, assieme alla madre, il vitalizio. Nel 2009 i primi riscontri dalla Prefettura di Napoli: le circostanze sono avvalorate dal fatto che, tempo dopo, la coppia ha avuto anche un’altra figlia.

Le donne della famiglia continuano, inoltre, ad andare a trovare il boss in carcere. Reclusione in seguito alle confermate accuse per associazione di stampo mafioso, estorsione e rapina. Il sequestro da parte delle Fiamme Gialle, che hanno scandagliato movimenti bancari e e finanziari di entrambe le donne, è stato possibile anche alla stretta collaborazione con la Prefettura di Napoli. Operazione congiunta che ha portato alla risoluzione dell’illecito.