Chi è? L’attrice icona di bellezza che per essere famosa si trasformò completamente

Marilyn Monroe da piccola
(Pinterest)

Quando nacque sua madre non sapeva chi fosse il padre, soffriva di balbuzie e passò da un orfanotrofio all’altro, ma era destinata a diventare una delle attrici più famose del mondo e un’immortale icona di bellezza.

Marilyn Monroe da piccola
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Da giovane era molto, molto diversa dall’immagine che il mondo avrebbe conosciuto di lei nei decenni successivi.

Riccioli castani e viso paffutello, questa ragazza americana trascorse molti anni passando da un orfanotrofio all’altro dopo che suo padre abbandonò la donna che l’aveva messa al mondo e a quest’ultima venne tolto l’affido della bambina a causa di vari problemi psicologici.

A badare a lei e a trasmetterle una grande passione per il cinema fu, per qualche anno, Grace McKee, una cara amica della madre che lavorava in qualità di archivista di pellicole alla Columbia Pictures.

Nel 1941, quando la sua tutrice muore, pur di non essere affidata a un nuovo orfanotrofio, la ragazza decide di sposarsi con un amico di scuola e vicino di casa. I due vivranno insieme come marito e moglie fino a a che lui non si arruolerà nella marina mercantile e partirà per il Pacifico.

Marilyn Monroe da piccola
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Mentre lavora come operaia alla Radio Plane viene fotografata da un fotografo che sta realizzando scatti di belle ragazze da inviare al fronte per tenere alto il morale dei militari. Dopo quell’apparizione viene “scoperta” dalla più importante agenzia di modelle di Hollywood, che decise di investire su di lei e di trasformarla radicalmente per far sì che diventasse l’incarnazione perfetta dei canoni di bellezza dell’epoca.

Nel 1946 firmò il suo primo contratto cinematografico con la Fox e il regista Ben Lyon le consiglia di lasciar perdere il nome di Norma Jean Baker (quest’ultimo era il nome del marito) e di adottare quello della madre, Monroe.

L’attrice che divenne icona di bellezza per le donne di tutto il mondo: Marilyn

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Il colore originale dei suoi capelli era di un bel castano scuro, ma con il tempo cambiò molte volte. Prima si trasformò in un rosso ramato (come si può vedere in questa fotografia) e solo successivamente divenne il biondo platino che sarebbe stata una delle inconfondibili caratteristiche estetiche di una vera e propria icona del cinema internazionale: Marilyn Monroe.

Marilyn Monroe bruna
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abito bianco
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Il biondo platino fece la sua comparsa sui capelli della Monroe soltanto nel 1952, e in particolare durante la lavorazione del film Il Magnifico Scherzo con Cary Grant e Ginger Rogers. Appena un anno dopo la Monroe gira il suo primo film in technicolor e anche l’unico film in cui veste i panni di un personaggio cattivo.

Si tratta certamente di un bel cambiamento di stile rispetto agli anni in cui Norma Jean era ancora una sconosciuta che accettò di posare per fotografie di nudo che vennero poi rivendute a Hugh Hefner, il fondatore di Playboy. Quelle fotografie fecero la storia, poiché furono scelte come copertina del primo numero in assoluto di quello che sarebbe diventato una vero e proprio testo sacro nel settore dei giornali per soli uomini: era il Dicembre del 1953. All’interno vennero pubblicati degli scatti in cui la Monroe era completamente nuda, nel famosissimo servizio sul velluto rosso.

Marilyn Monroe Playboy
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Hefner rimase così ossessionato dalla bellezza di Marilyn che decise di acquistare il loculo accanto a quello in cui riposa l’attrice.

Nel frattempo Marilyn ha divorziato dal suo primo marito e nel 1954 ha sposato Joe Di Maggio, il famosissimo giocatore di baseball italo americano che rimase accanto a lei, tra alti e bassi, in ogni momento della sua vita.

 

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Joe Di Maggio però era un uomo estremamente geloso e finì per litigare ferocemente con la moglie dopo la realizzazione della scena più iconica mai realizzata da Marilyn Monroe: quella in cui l’abito bianco si solleva mostrando le gambe perfette dell’attrice.

Il film è Quando La Moglie Va in Vacanza e tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo visto quella scena.

Nonostante l’incredibile successo della pellicola (in realtà probabilmente proprio per quello) la coppia non riuscì a resistere alla pressione mediatica e si separò.

Marilyn si trasferì a New York e decise di studiare presso l’Actor Studio, la più famosa scuola di recitazione d’America. A New York conobbe il suo terzo marito, il drammaturgo Arthur Miller: per sposarlo, nel 1956 fu costretta a convertirsi all’ebraismo.

I due sono innamoratissimi e finalmente Marilyn incontra qualcuno che possa intrattenere con lei conversazioni sulla storia, sull’arte e sulla letteratura: argomenti di cui Marilyn era appassionata nonostante il fatto che dovesse fingere continuamente di essere la classica “bionda con poco cervello”.

Nonostante tutto il loro matrimonio naufraga velocemente nel 1961 e Joe Di Maggio torna nella vita di Marilyn che, però, nel frattempo è diventata dipendente da alcool e droga.

In quello stesso periodo Marilyn intrattiene torbide relazioni d’amore con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e suo fratello Bob, che era Ministro della Difesa.

Rimane celebre l’episodio in cui Marilyn, visibilmente alterata dall’alcool, cantò “Buon Compleanno Signor Presidente”, con un abito tanto stretto che le venne letteralmente cucito addosso e che venne rivenduto all’asta dopo la morte dell’attrice per 1,26 milioni di Dollari (il prezzo più alto mai pagato per un capo di abbigliamento).

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Proprio la morte di Marilyn è uno degli episodi più misteriosi della sua vita. L’attrice venne trovata riversa sul letto della propria camera, completamente nuda e con la cornetta del telefono in mano.

La stanza era chiusa a chiave dall’interno, tanto che la sua cameriera dovette entrare in casa sfondando il vetro della finestra. Non c’erano segni di lotta o ferite sul corpo, quindi si pensò a una morte per overdose di barbiturici. 

Anche se la tesi più probabile rimane quella del suicidio, per decenni si sono rincorse voci in merito al fatto che l’attrice fosse stata uccisa a causa dei suoi legami indecenti con i due fratelli Kennedy.

Fu Joe Di Maggio, ancora innamorato di lei e sempre fedele al ricordo della sua ex moglie a organizzare e pagare i funerali di quella che sarebbe diventata l’icona della bellezza occidentale.