Natale 2020, Italia verso un’ulteriore stretta: zona rossa in tutto il Paese

L’Italia valuta un’ulteriore stretta sugli spostamenti per Natale e Capodanno. Il modello tedesco ha fatto da apripista. Le ipotesi al vaglio del Governo.

Conte valuta la chiusura totale per le feste (Getty Images)
Conte valuta la chiusura totale per le feste (Getty Images)

Evitare la terza ondata. Questa è la priorità assoluta per il Governo che richiama il Paese a un maggiore senso di responsabilità: “Serve consapevolezza”, ha detto il Premier Conte. La battaglia al COVID-19 non è ancora finita e potrebbe avere conseguenze per i prossimi due o tre anni, l’ha ribadito con forza Gino Strada – fondatore di Emergency, l’organizzazione umanitaria che da anni si batte per una sanità più equa e solidale nel mondo – nel corso della trasmissione “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata.

A inizio 2021, probabilmente fine febbraio, dovrebbero arrivare le prime dosi di vaccino nel nostro Paese. Una svolta potrà esserci, verso il ritorno alla normalità tanto desiderato, ma per debellare il Coronavirus serve unità di intenti. Per questo non sono piaciute le immagini delle piazze gremite, con la riapertura dei negozi, a ridosso delle festività natalizie: si valuta, dunque, una stretta ulteriore sugli spostamenti in prossimità dei giorni di festa.

Festivi, possibile stretta del Governo: zona rossa o arancione per Natale e Capodanno

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

Possibile per il Governo far sì che tutta l’Italia diventi zona rossa o arancione – evitando la circolazione fra regioni – per Natale e Capodanno. Eventuali deroghe per quei comuni sotto i 5000 abitanti. L’ipotesi è al vaglio su esempio del modello tedesco che, per le festività, ha varato misure stringenti al fine di cancellare – almeno praticamente – le velleità di movimento dei cittadini.

Natale sui generis sia, dunque. Intanto Conte parlerà con i rappresentanti delle Regioni a stretto giro per cercare di mettere un punto: nel vertice si discuterà cosa fare, ma appare sempre più plausibile l’aumento delle restrizioni. Coerenza e responsabilità anche da parte di Italia Viva (che prova comunque a tenere il punto sugli spostamenti almeno fra piccoli Comuni), Cinque Stelle e PD pronti a sposare la linea dura ma non fino al 7 gennaio: si va verso l’esempio tedesco giocandosi in maniera puntuale e precisa le riaperture attraverso una gestione studiata in merito alla chiusura. Prevenire è meglio che curare: in tal caso si cerca di fare entrambe le cose.