Fabrizio Pregliasco: “Molti contagi ma siamo al plateau. Andrà meglio”

Fabrizio Pregliasco è un virologo dell’Università degli studi di Milano e da mesi è in prima linea nel trasmettere dati ragionati sull’andamento della pandemia in Italia: per lui la seconda ondata di Coronavirus è al Plateau. Ecco cosa significa e perché è una buona notizia.

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco (Instagram)

La seconda ondata di Coronavirus ha seguito un andamento estremamente simile a quello che era stato osservato durante la prima ondata che ha colpito l’Italia tra lo scorso Marzo e Aprile.

Dopo una fase di contagio esponenziale, durante la quale i nuovi positivi sono stati migliaia e migliaia ogni giorno, si è giunti a una fase in cui il contagio rimane alto ma procede con un andamento lineare.

Questo non significa che si possa abbassare la guardia o che si possa pensare a un Natale e un Capodanno da “liberi tutti”, ma il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come si tratti di un andamento incoraggiante per la situazione attuale e che si tratta di tener duro almeno un’altra settimana.

Fabrizio Pregliasco: “I contagi sono al plateau, niente passi falsi”

covid

In questi mesi i cittadini del mondo hanno dovuto familiarizzare con molte espressioni di carattere scientifico con le quali prima avevano (per fortuna) poca dimestichezza.

Tra quelle che vengono utilizzate più di frequente dai mezzi di informazione più diffusi ci sono “picco dei contagi” e “plateau”.

Il picco dei contagi è rappresentato su un grafico da una “punta” diretta verso l’alto. Si tratta del momento in cui un dato (in questo caso il numero di contagi da COVID-19) si esprime numericamente al suo massimo.

Un picco dura un lasso di tempo brevissimo. Appena dopo i valori associati a un determinato dato cominciano a scendere. Questo non significa che non possano tornare rapidamente a risalire, ma quello che è importante è che il picco è una fase momentanea estremamente breve.

Ad un certo punto della sua evoluzione, però, come abbiamo visto nel corso della prima ondata, i contagi si assestano su un determinato livello e, per un certo periodo di tempo, rimangono in numero stabile.

Tornando a fare riferimento alla rappresentazione su grafico, questa stabilità dei dati viene rappresentata come una linea orizzontale la cui lunghezza varia a seconda della lunghezza del periodo in cui i dati rappresentati dal grafico rimangono pressoché identici.

Quella linea orizzontale indica essenzialmente che per un certo periodo di tempo i contagi non salgono e non scendono e viene denominata plateau.

Dopo un plateau il numero di contagi può tornare a scendere o a salire, a seconda del comportamento degli infetti. 

Se gli infetti o le persone potenzialmente infette ricominciano ad avere comportamenti pericolosi e ad entrare nuovamente in contatto con molte persone ignorando o aggirando le norme di sicurezza, i contagi torneranno certamente a salire.

Proprio su questo punto Fabrizio Pregliasco è stato molto chiaro: “Ci stanno pervenendo dei valori stabili che sono in qualche modo positivi seppure non proprio sodisfacenti. Vediamo qualche piccola scintilla di luce, se escludiamo il dato drammatico dei decessi che, però, sono originati dalla fase espansiva, esponenziale dell’epidemia”

Naturalmente la positività relativa di questa situazione è estremamente fragile e potrebbe essere messa in discussione dagli spostamenti e dalle feste familiari che si organizzeranno in tutta Italia in occasione del periodo natalizio. Dobbiamo pensare a un Natale più che sobrio, come ipotizzato dalle bozze del nuovo DPCM.”

Per concludere con una nota positiva, però, il virologo ha affermato: “Abbiamo una tendenza verso il miglioramento che potremmo vedere non prima di una settimana“.

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