Covid in Italia, la pandemia ha cancellato metà dei turisti nel 2020

Covid in Italia, a causa della pandemia il 2020 chiuderà con numeri drammatici per il settore turismo in Italia. Migliaia di posti a rischio

La discussione aperta dalle vacanze natalizie e dal turismo sulla neve in Italia al tempo della pandemia in realtà è molto più ampia. Quello è un settore commerciale fondamentale per la nostra economia, per il Pil e lo dimostrano i dati sull’andamento del 2020, disastroso se rapportato agli anni precedenti.

I motivi li conosciamo tutti, ma oggi li fotografa l‘Enit (l’Agenzia Nazionale del Turismo) che orevede un calo pari al 49% dei turisti italiani e stranieri a fine 2020 rispetto all’anno scorso. In pratica ci saranno 57 milioni di visitatori in meno e i pernottamenti turistici totali caleranno di 186 milioni. Inoltre la vice spesa turistica, cioé beni e servizi sostenuta dai viaggiatori, sarà inferiore di 71 miliardi di euro.

Tutto questo avrà ripercussioni pesante anche sull’economia complessiva in Italia, calcoilato in almeno 5,8 punti percentuali sul Pil. Il turismo infatti nel 2019 ha generato il 13 per cento del Pil e invece nel 2020 calerà al 7,2 per cento.

Covid in Italia, i numeri drammatici del calo di turisti in Italia nel 2020

Italia, crollo dei turisti (Pixabay)

Federalberghi però ha fornito ha dati anche più preoccupanti  rispetto ad Enit. Nel 2020 prevista infatti una perdita pari a 245 milioni di presenze, cioè un calo del 56,2 per cento rispetto al 2019 Il calo di fatturato comoplessivo del settore dovrebbe essere pari a 14 miliardi di euro.

In particolare tra marzo e maggio il pernottamenti sono rimasti immobili. In giugno il mercato dei turisti italiani che soggiornano in Italia ha registrato un meno 67,2 per cento rispetto al 2019. E le riaperture all’interno dell’area Schengen tra luglio e settembre hanno prodotto crescite solo parziali per il turismo straniero. A settembre la presenza di stranieri è stata inferiore del 62,6 per cento rispetto all’anno precedente. E ad ottobre il congtop complessivo tra italiani e stranieri è in calo del 60,9 per cento.

Lo confermano anche i transiti dagli aeroporti italiani. Dal 1° gennaio al 20 settembre calo complessivo dell’84,2 per cento di passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2019, complici chiusure verso e da numerosi paesi stranieri.

Tutto questo incide pesantemente sull’occupazione. Ancora Federalberghi certifica che ad ottobre sono stati persi circa 45 mila posti di lavoro temporanei. Inotre per i prossimi mesi rischiano almeno 80 mila posti e quando scadrà la cassa integrazione ci saranno ripercussioni anche sui contratti a tempo indeterminato.