Giornata contro la violenza sulle donne: Cuoche Combattenti, sfida vinta

Giornata contro la violenza sulle donne: da Palermo la storia delle Cuoche Combattenti, il riscatto arriva in cucina

Soffrire è un verbo femminile, continuare a subire no. Un messaggio forte, che torna puntuale ogni 25 novembre in occasione della “Giornata contro la violenza sulle donne“. Un messaggio che le ‘Cuoche Combattenti‘ di Palermo hanno raccolto e fatto loro, con successo.

Giornata contro la violenza sulle donne: Cuoche Combattenti (Facebook)

Uno dei tanti esempi di storie passate dalla violenza al riscatto, tutta al femminile e da mettere in vetrina. Come fanno queste donne forti con i loro prodotti che in poco più di un anno sono diventati ricercatissimi. Conserve, prodotti da forno e pasticceria, tutti marchiati con un’etichetta antiviolenza.

Messaggi forti, pugni nello stomaco che fanno bene, non come le botte che prendevano le protagoniste di questa storia quando nessuno poteve vedere, sentire, impedire. “Tu vali e sei libera sempre”, “Amati tanto e fatti rispettare”, “Quando spicchi il volo, voli libera per sempre”, si legge sulle loro etichette e sulle loro confezioni.

Un negozio con annesso laboratorio, nato a Palermo nel settembre del 2019 da un’idea di Nicoletta Cosentino. Una come tante di quelle che hanno dovuto combattere contro un marito violento e autoritario. Nel 2015 ha trovato ascolto e assietenza presso il centro antiviolenza Le Onde ONLUS di Palermo e ha cominciato a rivivere. Un percorso lungo, sficiato in questo progetto che è insieme rinascita e riscatto asociale, dimostraizone di potercela fare da sola, ma insieme ad altre donne.

Giornata contro la violenza sulle donne: le Cuoche Combattenti funzionano

Uno dei tanti messaggi lanciati dalle comserve delle Cuoche Combattenti (Facebook)

Come ha raccontato la stessa Nicoletta, prima di partire ha chiesto e ottenuto un prestito di microcredito con Banca Etica. Il 20% di quella cifra però avrebbe dovuto metterlo lei e così in  suo socorso è arrivata D.I.Re (Donne in rete contro la violenza). Ha contribuito con un fondo destinato a chi è in difficoltà ma soprattutto ha creduto in ,lei.-

Adesso sta ripagando tutta quella fiducia con gli interessi, aiutata da altre donne come lei che invece di arrendersi o piegarsi hanno trovato la vogoia di un riscatto sociale. Come aveva raccontato la neo imprenditrice a ‘La Sicilia’, quella che subiva era più un abuso psicologico quasi subdolo. Lei se ne accorgeva, quasiincapace di reagire, gli altri lo ignoravano.

Adesso ha ripreso in mano il suo destino e con lei anche altre donne che lì lavorano e hanno affrontato lo stesso percorso. Producono confetture e sorridono, conserve e sorridono, prodotti da forno e sorridono. Quello, anche le violenze non l’ha strappato dalla loro faccia ed è il segnale migliore per chi, come loro, cerca una vita per emergere.