Calabria, caos sanità: il commissario Gaudio dura un giorno

Calabria, il caos della sanità regionale continua: il commissario Eugenio Gaudio se ne va prima di entrare in carica. Motivi personali, dice lui

La sanità in Calabria era già un problema anche prima dell’epidemia da Covid, oggi lo è ancora di più ma il problema non trova soluzione. Il professor Eugenio Gaudio, appena scrlto dal Consiglio dei ministri come nuovo commissario alla Sanità regionale, ha già clamorosamente rinunciato al suo incarico.

Calabra, caos sanità: Egenio Gaudio non accetta (Getty Images)

L’annuncio è arrivato per bocca dello stesso Gaudio con una breve intervista a Repubblica.it per giustificare una scelta dettata da motivi strettamente personali. Per lui, cosentino di nascita, sarebbe stato un ritorno a casa ma la moglie ha rifiutato di lasciare Roma e la vita che hanno costruito. Fino a qualche giormno fa infatti lui è stato Rettore dell’Università La Sapienza: sarebbe stato un cambio imporante, diu casa e di abitudini, e non ha voluto creare una crisi familiare.

Sulla decisione, almeno a suo dire, non ha inciso l’inchiesta aperta a Catania per alcuni concorsi truccati nella locali università. Anzi, come spiega a Repubblica, “il procuratore di Catania ha appena fatto sapere al mio avvocato che è andato a depositare la richiesta di archiviazione per la mia presunta turbativa nei concorsi. Ne esco come ne sono entrato, pulito”.

Calabria, caos sanità: il governo potrebbe tornare sull’ipotesi Gino Strada

Calabria, torna di moda Gino Strada? (Getty Images)

Sulla decisione del commissario Gaudio invece non avrebbero pesato le parole di Gino Strada, da giorni indicato come una carta forte da giocare per il governo. Il fondatore di Emergency nelle ultime ore aveva scritto una lettera negando di poter formare un tandem con l’ex rettore de La Sapienza per guidare la sanità in Calabria.

Resta però il problema di fondo, di una sanità che in Calabria è commissariata da 11 anni a causa di un debito mai risanato e arrivato a cifre pesantissime. Ma anche per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata. Con grossa fatica la regione è riuscita a rientrare del debito ma il sistema sanitario regionalene ha pagato le conseguenze.

Ora toccherà ancora una volta al ministro della Salute, Roberto Speranza, trovare una figura adatta e potrebbe tornare di moda il nome di Gino Strada. Dopo l’addio del generale Saverio Cotticelli e dopo quello di Giuseppe Zuccatelli, durato una settimana, l’asessorarup alla Salute è ancora vacante.