Sanità Calabria: Zuccatelli dimesso dal governo, arriva Gino Strada

Sanità Calabria: il neo commissario nominato dal governo, Giuseppe Zuccatelli, rinuncia. Al sul posto potrebbe arrivare Gino Strada

Sanità Calabria, Giuseppe Zuccatelli dimesso (Facebook)

Non c’è pace per la sanità in Calabria, messa sotto forte pressione dall’emergenza Covid-19 ma con una pesante situazione economica in passivo precedente da affrontare. Il neo commissario nomimato dal governo solo pochi giorni fa, Giuseppe Zuccatelli, ha presentato le sue dimissioni su esplicita richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza.E ora si fa strada di nuovo l’ipotesi di Gino Strada, storico fondatore di Emergency.

Già questa mattina in un’intervista a ‘La Repubblica’ aveva annunciato di essere pronto a   lasciare ma solo se glielo avesse chiesto il governo. Non era sua abitudine, spiegava, dare le dimissioni e mollare un incarico perché in quasi cinquant’anni di arttività nella sanità pubblica non lo aveva mai fatto.

Quella richiesta però è arrivata e così Zuccatelli ha deciso di farsi da parte lasciando spazio all’ennesimo commissario che dovrà occuparsi sia delle emergenze che di sanare il bilancio. Zuccatelli, ex commissario straordinario delle aziende ospedaliere catanzaresi Pugliese Ciaccio e il policlinico Mater Domini, conosceva bene la materia. Ma in una settimana il decreto di nomina non era mai arrivato e oggi ha lasciato.

Il commissario ad acta sarà chiamato ad affrontare un piano di rientro dal deficit sanitario, impresa non semplice in Calabria. Per questo se dovesse essere scelto Gino Strada, nome che in molti a cominciare da Matteo Renzi stanno caldeggiando, probabilmente sarà affiancato da un  tecnico per la parte amministrativa. La popolazione però è stanca di rimpalli: in Calabria c’è stato un drive-in di protesta già un òpaio di giorni fa invovcando una soluzione e forse siamo vicini.

Sanità Calabria, tutti i dubbi di Gino Strada sul suo nuovo incarico

Gino Strada, fondatore di Emergency (Facebook)

In realtà Gino Strada quella proposta l’aveva già ricevuta una settimana fa, come ha spiegato oggi sul quotidiano ‘La Stampa’. Allora aveva chiesto espressamente chiarimenti sul suo incarico e sulla funzioni spiegando chiaramente che non era disponibile a rappresentare nessun partito. Voleva lavorare solo per il bene della salute pubblica.

“Dopo quei primi colloqui non mi è stata fatta alcuna proposta formale. Sia chiaro: non ho nulla da recriminare nei confronti del governo. Ha ovviamente facoltà di scegliere il candidato che ritiene più adatto a questo incarico. Non voglio però neanche alimentare l’equivoco di una mia indecisione”.

Come sempre, lui vorrebbe essere in prima fila anche perché il momento per il Paese è delicato. E poi questo è un momento delicatissimo per il Paese, quindi motivo in più per dare una mano. Nelle prossime ore comunque arriverà una decisione definitiva.