Natale in Italia: lockdown sì o no? Arriva la risposta del governo

Il viceministro alla Sanità Pierpaolo Sileri ha rincuorato gli italiani sulle intenzioni del governo in merito all’ormai prossimo Natale: il lockdown generale non è tra le opzioni.

Pierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri (Instagram)

Le misure adottate dal governo per affrontare la seconda ondata del Coronavirus hanno diviso l’Italia in venti zone corrispondenti alle varie regioni. Per ognuna di esse, sulla base dei dati raccolti dagli esperti, è stato stabilito un livello di allerta (giallo, arancione e rosso) che ha imposto diverse misure di sicurezza al fine di contenere la diffusione del contagio.

Nelle scorse ore ben cinque regioni sono passate dal livello giallo a quello arancione e si era presa in esame l’eventualità che alcune regioni si aggiungessero a quelle già dichiarate zona rossa.

Questo stato di cose ha fatto dilagare la paura che nelle prossime settimane il governo Conte stia preparando un lockdown totale che andrebbe a interessare tutto il territorio nazionale. Ovviamente il pensiero degli italiani va al prossimo Natale: lo trascorreremo in lockdown? Le famiglie riusciranno a riunirsi? Si potranno invitare gli amici?

Le risposte a questi interrogativi sono state fornite dal viceministro Sileri ai microfoni di Sky e di Radio 1.

Pierpaolo Sileri: “A Natale nessun lockdown nazionale in Italia”

Pierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri (Instagram)

Negli scorsi mesi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato in più di un’occasione che il Governo stava attivamente lavorando per scongiurare a tutti i costi l’ipotesi di un secondo lockdown, che avrebbe conseguenze molto pesanti sia dal punto di vista economico sia da quello psicologico per la società italiana.

Lo ha confermato nelle scorse ore anche il vice di Roberto Speranza, Pierpaolo Sileri: “Venerdì, una volta ricevuti dati completi, decideremo attraverso la cabina di regia se vi sono altre regioni che meritano un passo successivo in termini di gravità [delle misure di sicurezza] e quindi ulteriori chiusure”. Con queste parole Salieri ha affermato di nuovo che il governo non ha attualmente alcuna intenzione di ricorrere di nuovo a un lockdown totale e nazionale.

“È possibile ma non probabile che, se i dati saranno brutti su tutta l’Italia avremo più regioni arancioni e più regioni rosse. Se saranno segnalate criticità diffuse potremo avere 20 regioni rosse, quindi un lockdown nazionale, ma non credo che sarà così, poiché la situazione non è grave alla stessa maniera in tutte le regioni” ha continuato.

Per quanto riguarda il periodo natalizio, al quale molte famiglie guardano con la speranza di potersi riunire e di trascorrere un momento sereno, Sileri è realistico: “Sarà un Natale in cui sicuramente potremo fare molto meno di quello che abbiamo fatto il Natale scorso, quindi un po’ sottotono” ha dichiarato, mantenendo comunque alta la speranza di riuscire a contenere la curva dei contagi. “Se riuscissimo a ottenere una stabilizzazione della curva potremo tutti considerarci in zona gialla o arancione, una giusta via di mezzo che consenta delle attività”.

Tra le attività possibili potrebbero esserci anche le tradizionali cene con i parenti e con gli amici? Secondo Sileri sì, a patto che gli invitati in ogni singola abitazione non siano troppi e che, ovviamente, si continui a tenere alta la guardia e le protezioni personali. “Ora però è presto per dirlo” ha concluso Sileri, che ha invitato gli italiani a portare ancora pazienza e a rispettare il più possibile le indicazioni del governo.

 

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In merito al vaccino, che secondo alcune testate giornalistiche l’Italia non sarebbe in grado di gestire e di distribuire in maniera efficace, Sileri ha voluto calmare gli animi. “Stiamo parlando di un vaccino di cui non abbiamo visto ancora nemmeno il colore della confezione, così come non sappiamo quanti vaccini saranno disponibili. Sappiamo però che uno o più d’uno sono in dirittura d’arrivo. Organizziamoci con i piani vaccinali e non andiamo sempre a sottolineare il negativo, perché altrimenti la popolazione rimane smarrita” ha intimato ai giornalisti che lo stavano intervistando.