Vaccino anti-Covid, a che punto siamo: le parole del Premier Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte fa il punto sul vaccino anti-Covid. Tempistiche e modalità per le prime cure, anche se restano ancora molti dubbi e perplessità da chiarire. Gli studi e la sperimentazione, intanto, procedono spediti.

Giuseppe Conte sul vaccino anti-Covid (Getty Images)
Giuseppe Conte sul vaccino anti-Covid (Getty Images)

Il Premier Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi ha illustrato le direttive del nuovo DPCM, ha poi rassicurato gli italiani sullo stato della pandemia: “Stiamo lavorando. Se le ultime fasi di preparazione, il cosiddetto rolling review, del vaccino Oxford Irbm-Pomezia AstraZeneca saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi di vaccino saranno disponibili entro dicembre”.

Un primo spiraglio che fa ben sperare non solo la popolazione italiana, nel frattempo altri candidati alla creazione del vaccino anti-Covid sono al lavoro: in primis l’azienda americana Moderna che pubblicherà gli esiti dei primi test entro fine novembre. Intanto l’Ema, l’agenzia che regola i farmaci in Europa, è partita con la revisione dei dati: sotto esame il prodotto dell’azienda anglo-svedese AstraZeneca con l’ausilio della Biotech di Pomezia Irbm e quello di BioNtech e Pfizter, entrambi hanno annunciato le dosi entro la fine dell’anno.

Vaccino anti-Covid, Premier Conte ottimista: “A dicembre le prime dosi”

Giuseppe Conte ottimista sui tempi per il vaccino anti-Covid (Getty Images)
Giuseppe Conte ottimista sui tempi per il vaccino anti-Covid (Getty Images)

Fondamentale il contributo della ditta Catalent di Agnani, che si occuperà della messa in fiale del vaccino di Oxford per tutta Europa, è già attiva per garantirne le prime confezioni. Aspetto questo rimarcato anche dallo stesso Conte che ha successivamente spiegato: “Già a inizio dicembre avremo i primi due o tre milioni di dosi. Gli altri arriveranno subito dopo. Penso che per contenere completamente la pandemia dovremo comunque aspettare la prossima primavera”, precisa il Presidente del Consiglio che incassa anche il favore del Ministro della Salute Roberto Speranza.

“Coprire tutta la popolazione – ha sottolineato Speranzaè un lavoro che richiederà mesi o anni, operatori sanitari, forze dell’ordine e anziani nelle Rsa sono le categorie da vaccinare prima perché più esposte al contagio”. Leggermente più pessimista, invece, Andrea Grisanti,direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova: “Non penso che se ne parli prima del 2022. Solo allora tutti potranno avere accesso a un vaccino che funzioni”, ha spiegato. Permane, poi, il dubbio sulla durata: quanto dura, precisamente la protezione? Il rischio, che dovrà essere ridotto al minimo e successivamente debellato, è che non superi uno o due anni. C’è sempre lo spauracchio di dover proteggersi nuovamente in maniera drastica terminata una prima e totale immunizzazione collettiva.