Covid: la mappa italiana delle città con strade e piazze in chiusura

A seguito del nuovo DPCM, fra le molteplici polemiche dei sindaci contro il governo sono state chiuse le prime piazze italiane.

Perugia piazza from pixabay

La stretta delle nuove disposizioni per il contrasto al coronavirus si fa sempre più importante, soprattutto per quanto riguarda la chiusura di alcune strade e piazze in tutta Italia.

Non è semplice gestire il proprio territorio e purtroppo le varie difficoltà che si stanno presentando esercitano non poche pressioni su chi deve gestirne il contrasto alla pandemia.

Il DPCM nello specifico specificava che i sindaci, termine poi scomparso nel documento ufficiale, avrebbero potuto disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, laddove si potrebbero creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Tutto ciò ha determinato una polemica di non poco conto, che è possibile rivedere qui.

I lavori da parte degli enti sono comunque continuati, vediamo in particolare le varie chiusure ed intenzioni in tutta Italia.

Le disposizioni in tutta Italia sulle piazze: Bari

Unione Europea, possibile soluzione per gestire i viaggi interni (Getty Images)
(Getty Images)

Il sindaco di Bari Antonio Decaro, che è anche presidente di Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, è stato il primo a procedere come previsto dal nuovo DPCM.

Di comune accordo con Asl di competenza ed il comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha firmato subito un’ordinanza di chiusura di alcune aree della città a rischio assembramenti.

Il sindaco di Bari ha indicato principalmente tre zone “rosse”: il centro storico (piazza Mercantile, piazza Ferrarese, via Manfredi, il primo tratto di via Venezia fino al Fortino), il quartiere Poggiofranco (via Pappacena, via Caccuri e la piazzetta tra le due strade), ed infine la zona della movida nel rione Madonnella, il cosiddetto Umbertino (via Cognetti, via Brescia, un pezzo di via de Niccolò, via Bozzi, largo Giordano Bruno, largo Giannella, piazza Diaz, molo San Nicola).

In questo caso, per la precisione, non si potrà sostare dalle ore 21 mentre sarà consentito transitare per andare a casa propria, di parenti e amici, o raggiungere i locali per cenare seduti al tavolo.

C’è inoltre da osservare che su 1.647 controlli effettuati già ieri sono state sanzionate 24 persone senza mascherina o per il mancato rispetto delle regole sul distanziamento interpersonale.

Tutti i locali controllati, 62 in tutto, erano in regola con l’obbligo di chiusura al banco alle 18 e di chiusura totale alle 24.

Non solo, si è giunti anche ad una denuncia per una persona a causa dell’inosservanza del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dov’era in quarantena perché positiva al Covid.

La chiusura delle piazze: Firenze e Genova

Il comune di Genova, agli onori della ribalta mediatica con l’inaugurazione del ponte, assieme alla Regione Liguria ha fissato il 21 ottobre una riunione tecnica per valutare in quali aree di Genova far scattare il coprifuoco per ridurre la diffusione del contagio di covid-19.

In linea con quanto indicato dal DPCM l’elenco di vie e piazze sarà sottoposto al prefetto e al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in vista del prossimo weekend di movida.

A tal proposito c’è stata una dichiarazione da parte del sindaco Marco Bucci, il quale ha specificato che le aree di Genova su cui si sta valutando di intervenire sono quelle con tanti positivi e la congiunzione di essere aree di affollamento.

Per quanto riguarda invece la città di Firenze, da parte del sindaco Dario Nardella c’è stato un appello molto importante al governo.

Durante infatti un’intervista al corriere della sera, il sindaco ha richiesto al governo di mettere a disposizione i reparti mobili di polizia, carabinieri e Guardia di finanza.

Secondo il sindaco ci sarebbero migliaia di uomini, i quali adesso sono fermi nelle caserme perché gli stadi di calcio sono praticamente chiusi e le manifestazioni causa Covid non si fanno quasi più, che potrebbero costituire nuove risorse per l’osservanza del nuovo DPCM.

Bologna e la chiusura delle tre piazze

solitudine salute mentale
 Getty Images

Piazza San Francesco è stata la prima piazza ad essere chiusa, a pochi passi da via del Pratello, storica strada ricca di locali e movida per giovani e famiglie.

Al centro delle indagini ci sono stati gli assembramenti causati da giovani che bevono e suonano in strada fino a notte fonda, rendendo più agile la trasmissione dei contagi.

Non solo piazza san Francesco, appena pochi giorni fa era stata chiusa piazza Verdi e una porzione di piazza Aldrovandi, nel cuore della zona universitaria.

La linea delle piazze adottata a Roma

rovine roma
Foto da Pixabay

Per quanto riguarda Roma, al centro delle polemiche per l’ultimo periodo di manifestazioni, non c’è stata ancora alcuna decisione.

Tutto ciò naturalmente coerentemente con lo scontro fra la sindaca Virginia Raggi, assieme agli altri sindaci, ed il governo.

La sindaca di Roma é stata in prima linea nella protesta tenutasi per lo “scaricabarile” dal governo ai sindaci.

In questi momenti dovrebbe esserci una riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico dove sembra prevalere una linea soft sulla movida, con ingressi contingentati nelle strade e nelle piazze più gettonate dai ragazzi.

Bisogna però specificare che Roma non è nuova alla chiusura delle strade e\o delle piazze.

Già questa estate infatti i vigili della Capitale avevano chiuso alcune piazze troppo esposte alla movida da Campo de Fiori a Trastevere, da largo degli Osci a San Lorenzo al Pigneto.

In piazza Trilussa sono stati posti nastri per chiudere parte della piazza per regolare l’afflusso ad un evento religioso previsto il 19 ottobre.

Questione piazze: no alle chiusure a Cagliari

congedo per figli in quarantena la circolare dell'INPS
Pixabay

Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu si è dimostrato contrario ad applicare forme di chiusura totale, non vedendone la necessità.

Cagliari purtroppo ha visto proprio di recente una vittima di coronavirus.

Si è lasciato a non poche perplessità ed alcune polemiche, ha infatti dichiarato di trovare grave che sui sindaci si impongano scelte su controlli, chiusure, misure restrittive e coprifuoco.

Per poi aggiungere: “Anche se il testo è poco chiaro, non abbiamo mezzi, personale e risorse a sufficienza e non possiamo tagliare servizi essenziali. Sono concetti che esprimiamo da mesi e che paiono cadere, ogni volta, nel vuoto”.

Per il sindaco di Cagliari la situazione in città non è così negativa e dopo aver fatto una perlustrazione cittadina ha affermato che la maggioranza dei propri cittadini usa la mascherina ed osserva le regole.

indagini from pixabay

Fra polemiche e decisioni, i lavori continuano.

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