Assegno unico 2021: cosa cambia per le famiglie e quanto spetta

Assegno unico 2021: da luglio del prossimo anno arriva una nuova forma di sostegno per le famiglie con figli a carico. Cosa cambia e che ne ha diritto

Assegno unco 2021, cosa cambia per le famiglie (Pixabay)

L’assegno unico, un progetto in cantiere da tempo, sta per diventare realtà. Molto probabilmente dal 1° luglio 2021, almeno secondo i disegni del governo Conte, i genitori con figli a carico avranno una nuova forma di sostegno. Una delle novità più importanti è che sarà destinato ai lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, ma anche ad una platea allargata. Comprende infatti pure i liberi professionisti, gli autonomi e i disoccupati.

Già approvato alla Camera, il provvedimento è ora all’esame del Senato ma non dovrebbe avere problemi a passare perché le idee di tutti i partiti convergono. I tempi non saranno brevi e quindi è lecito immaginare che scatterà da lugli anche per permettere al governo di ttrovare le coperture necessarie, ma il traguardo è vicino.

L’assegno arriva direttamente dall’Inps (Websource)

La novità fondamentale è che in un unico versamento saranno accorpate tutte le forme di sostegno alle famiglie e che partirà dal settimo mese di gravidanza per arrivare al compimento dei 21esimo anno di età. E potranno usufuirne anche i genitori extracomunitari, con permesso di soggiorno valido continuativamente da due anni.

Assegno unico 2021, quanto spetta alle famiglie e come sarà calcolato

Ancora da definire nei dettagli importi e requisiti, ma la misura tuttavia dovrebbe prevedere una quota fissa e una variabile che dipende dalla composizione del nucleo familiare e dall’ISEE. In ogni caso l’assegno unico sarà per ciascun figlio, con delle maggiorazioni pari al 20% dal terzo figlio i poi e se soio presenti figli disabili (30% o 50%).

Nuove regole per l’assegno familiare (Pixabay)

Indicativamente quindi ogni famiglia potrebbe ricevere ogni mese tra i 200 e i 250 euro (a seconda dell’ISEE) per figlio. Al compimeto della maggiore età,  l’assegno potrà essere erogato direttamente ai figli, a patto che siano iscritti all’università o a un corso professionale. Sono inclusi anche servizio civile universale, tirocini, oppure un lavoro con reddito basso (ma non è stato ancora definito un tetto massimo). La misura, in base agli ultimi dati Istat, dovrebbe riguardare 12,5 milioni di bambini e ragazzi, 10 milioni dei quali sono minori.