Trovata morta in casa sua: uccisa dal figlio una donna di Cuneo

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Si chiamava Ermanna e faceva la parrucchiera in casa propria, la donna trovata morta nel cuneese: le indagini degli inquirenti hanno portato all’arresto del figlio. Tra i motivi del gesto una questione di soldi.

omicidio Lecce
Carabinieri from pixabay

A dare l’allarme è stata la sorella della vittima, che ha telefonato a casa della donna in mattinata e ha ricevuto una risposta evasiva da parte del figlio Renato Vecchia.

La donna si è insospettita e ha deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno raccolto anche le segnalazioni dei vicini di casa di Ermanna, che hanno notato come le imposte della casa fossero ancora chiuse nonostante il fatto che ormai fosse mattino inoltrato.

Infine, quando i Carabinieri si sono introdotti in casa di Ermanna Pedrini, non hanno potuto fare altro che confermare i sospetti della sorella della donna e dei suoi vicini di casa.

Uccisa dal figlio per problemi di soldi: violenza incredibile contro una donna sola

(pixabay)

Ermanna Pedrini era conosciuta in tutto il paese di San Benigno Canavese, in provincia di Cuneo, per la sua attività di “pettinatrice” (oggi diremmo “parrucchiera”). La donna viveva da sola nella stessa casa in cui svolgeva la sua professione.

I primi accertamenti hanno condotto immediatamente ad affermare che la donna era stata accoltellata e che l’arma del delitto si trovava ancora sul pavimento della cucina.

Si trattava di un grosso coltello con cui la donna è stata colpita al petto con estrema violenza. Almeno all’apparenza, l’uccisione di Ermanna è stata il culmine di una lite con un’altra persona, dal momento che nella stessa cucina in cui è stato ritrovato il coltello le sedie erano rovesciate e c’erano altri segni di agitazione, se non di vera e propria colluttazione.

Mentre i Carabinieri rintracciavano tutti i parenti della donna deceduta, i sospetti si concentravano su Renato Vecchia, l’uomo che aveva risposto al telefono affermando che la signora Ermanna in quel momento si trovava in cortile e che non poteva rispondere al telefono.

Come spiegato dal fratello della donna deceduta, Renato Vecchia è un uomo di circa 45 anni che nell’ultimo anno aveva avuto qualche screzio con sua madre, sempre a proposito di questioni economiche e di soldi di cui l’uomo sembrava avere sempre bisogno. L’episodio più grave risale a qualche mese fa, quando l’uomo si introdusse in casa della madre scassinando una finestra per rubare il bancomat della donna.

È emerso, infine, che Renato Vecchia da qualche tempo fosse stato ricoverato in una casa di cura neuropsichiatrica nei pressi del paese, Villa Turina Amione.

Provando probabilmente vergogna per il comportamento e per le condizioni mentali del figlio, la signora Ermanna non si era mai confidata apertamente con la famiglia in merito all’entità dei problemi che stava riscontrando con Renato, quindi non c’erano stati segnali che avrebbero potuto far pensare a un simile epilogo della vicenda. “Solo da un anno a questa parte, quando lui ha iniziato a farsi curare a Villa Turina, abbiamo capito che periodo stava passando mia sorella” ha spiegato il fratello di Ermanna.

 

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Infine, circa tre ore dopo la morte di sua madre, Renato Vecchia è stato individuato nell’appartamento di un conoscente attraverso la localizzazione del gps della sua auto e ha affrontato l’arresto con grande calma apparente. “So il motivo per cui siete qui” ha detto ai Carabinieri che avevano chiesto di lui. Solo l’interrogatorio, che si sta svolgendo in queste ore, potrà fare chiarezza sul vero movente che ha portato un figlio a compiere l’omicidio di sua madre.