Yoga e processo interiore: tutti i simboli che devi conoscere prima di praticarlo

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Per iniziare a praticare lo yoga in maniera efficace è necessario conoscere determinati simboli che ti aiuteranno moltissimo per instaurare un processo interiore tra mente e attività.

Yoga e processo interiore: tutti i simboli
Yoga e processo interiore: tutti i simboli (Adobestock photo)

Lo yoga è un grandissima filosofia, è vicina a noi più di quanto crediamo. È anche un mezzo per superare il dolore che nasce sia dei desideri che dalle difficoltà derivate da malattie o disgrazie. La causa dei dolori umani è senz’altro la non conoscenza quella che ci impedisce di discernere l’unità e la divinità dalle innumerevoli apparenze fenomeniche.

Tutti gli yoga, per mezzo dei rispettivi metodi, hanno lo stesso medesimo fine: eliminare, in chi li pratica, il conflitto interno tra natura e spirito. Generalmente gli yoga sono quattro; due dei quali sono divisi in quattro varianti ciascuno.

I quattro yoga

Hata-yoga: si basa sul controllo della respirazione e sulle posizioni del corpo, per raggiungere la padronanza di esso e della vitalità. Si tratta di un intenso sviluppo delle possibilità psicofisiologiche insite in noi.

Laya-yoga: conduce, mediante la forza di volontà, alla padronanza dello spirito e si fonda sull’ascolto del proprio intimo. Questo yoga viene suddiviso inoltre in quattro parti:

  • Bhakti-yoga: che si basa sulla devozione e porta la detto al controllo di sé attraverso l’amore divino;
  • Shakty-yoga: che si basa sulla padronanza dell’energia cosmica che risiede, in piccola parte, in ogni cosa. Questa facoltà conduce al dominio sulle forze della natura;
  • Mantra-yoga: che si basa sulla ripetizione melodica di uno o più nomi, frasi o sillabe sacre, che possiedono un enorme energia capace di dominare tutte le vibrazioni e quindi tutti gli aspetti del mondo esterno;
  • Yantra-yoga: che si basa sull’uso di simboli geometrici che rappresentano l’unione del mondo personale del soggetto con il mondo impersonale del divino, cioè dell’anima con Dio.

Dhyana-yoga: si basa sulla meditazione e porta l’individuo a controllare totalmente il processo del pensiero. È simile ai sistemi meditativi del Taoismo dell’antica Cina e a quelli zen del buddhismo giapponese.

Raya-yoga: si basa sul controllo sistematico dei diversi processi di concentrazione, portando a distinguere il vero dal falso. Anche esso si suddivide in quattro parti:

  • Jnana-yoga: si basa sulla ricerca della conoscenza intellettuale spinta all’estremo dei limiti mentali conosciuti e conduce l’individuo al totale dominio dell’intelletto discorsivo;
  • Karma-yoga: che si basa sulla padronanza dell’attività quotidiana separata da ogni fine personale e porta al controllo delle azioni;
  • Kundalini-yoga: che si basa sul risveglio della forza psicofisica individuata alla base della colonna vertebrale e conduce al controllo dei centri di forze misteriose, e cioè sulle zone da cui questa energia si sviluppa;
  • Samadhi-yoga: si basa su di un altissima concentrazione che porta l’individuo a identificarsi con l’oggetto della sua contemplazione in un’estasi autentica che nasce dallo sviluppo di un’acuta capacità di intuizione.

Il legame che intercorre tra gli yoga

Nessuno di questi yoga è indipendente dagli altri. Inoltre, prendendo in considerazione questi metodi, in base alla nostra cultura occidentale, si può notare come essi siano affiancabili alle quattro funzioni principali della coscienza, cioè il sentimento, il pensiero, la sensazione e l’intuizione.

Chi domina il proprio corpo il proprio istinti è padrone delle emozioni ed è capace di dirigerle. Per mezzo del pensiero, verso uno sviluppo dell’intuizione, è questa la funzione creatrice e superiore verso la quale sono dirette tutte le altre. Seguendo l’hatcha-yoga, Si può raggiungere un equilibrio stabile; esso è la base per la conoscenza di tutti gli altri che confluiscono, infine, nel raja-yoga, che significa appunto regale.

Qualsiasi via si decida di intraprendere, tutti gli yoga hanno in comune otto regole fondamentali:

  • Yama. Insegnamenti morali che non hanno subito variazioni da quando l’uomo è cosciente di essere il re del creato.
  • Niyama. Osservanze particolari che favoriscono l’applicazione di questi precetti.
  • Asana. Atteggiamenti corporali per conservare la salute fisica.
  • Pranayama. Controllo del sistema nervoso per mezzo della respirazione.
  • Pratyahara. Metodo per distendere ogni muscolo ed organo, mediante il ritrarsi della coscienza.

  • Dharana. Concentrazione del pensiero mediante l’attenzione diretta su diversi punti particolari, all’interno all’esterno del corpo.
  • Dhyana. Uso del pensiero creativo positivo, o suggestione, per controllare le sensazioni.
  • Samadhi. Sviluppo dell’intuizione mediante un’intensa concentrazione.

Kundalini e i chakra

I chakra sono punti del corpo nei quali circola l’energia della mente necessaria alla realizzazione degli esercizi spirituali: in essi avviene la compenetrazione tra mondo fisico e mondo spirituale. La colonna vertebrale, compresa la vertebra più alta, il cranio, e il sostegno della vita.

La tensione tra il polo positivo, che si trova nella volta superiore del cranio, e la vertebra più bassa, che è la sede del polo negativo, e ciò che chiamiamo vita.

La filosofia yoga spiega che il polo positivo è sede del Dio Vishnu, cioè dello spirito; mentre il polo negativo è la sede di Kundalini, La personificazione simbolica della dea natura. Vishnu È il fuoco e lo splendore che attrae continuamente Kundalini, che, attorcigliata come un serpente nell’ultima vertebra, aspetta il momento di potersi congiungere al suo signore, risalendo lungo il canale della colonna vertebrale.

Yoga: tutti gli esercizi di purificazione utili per rilassarti
Yoga: tutti gli esercizi di purificazione utili per rilassarti (Pexels photo)

Infatti tra il polo positivo, che sta nel cranio, e quello negativo, che si trova nell’ultima vertebra, si muove una corrente di altissima tensione in continua circolazione e succede a volte che il polo negativo, liberatosi dalla prigionia dell’ultima vertebra, raggiunga il polo positivo e si unisca ad esso.