Due volte positivo al Coronavirus in pochi mesi: è un 25enne americano

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Giovane, in salute e senza patologie pregresse ma trovato due volte positivo al Coronavirus: la storia di un ragazzo americano che spaventa il mondo.

Coronavirus contagio
(Pixabay)

Nel momento in cui si riesce a superare l’infezione da Coronavirus si vorrebbe poter tirare un respiro di sollievo. Purtroppo a quanto pare le cose non stanno così: il caso del giovane americano trovato due volte positivo al Coronavirus, sta gettando tutto il mondo nel terrore.

Non si tratta del primo caso, ma la storia clinica del paziente è molto diversa da quelle degli altri casi simili. In questo caso specifico, infatti, il ragazzo venticinquenne ha sperimentato sintomi molto più gravi durante la seconda infezione.

Questo non era mai accaduto nei casi di doppia infezione rilevati in Cina, dove i sintomi sono stati meno gravi e la convalescenza è durata meno per tutti coloro che sono caduti di nuovo nella trappola del Covid.

Cosa significa a livello medico la storia del ragazzo contagiato due volte in Nevada?

Due volte positivo al Coronavirus: l’incubo di un ragazzo in perfetta salute

covid-19 sovrastima dei casi
Coronavirus Covid-19 background – 3d rendering – Fonte: Adobe Stock

La prima volta era stato trovato positivo alla fine di Marzo, nel momento in cui in tutto il mondo la Pandemia stava diventando un problema riconosciuto.

Il ragazzo – di cui ovviamente non è stato rivelato il nome – lamentava sintomi chiari ma poco gravi che comprendevano tutti i classici sintomi del Coronavirus: mal di gola e tosse, mal di testa, diarrea e nausea.

Il primo test positivo è stato registrato il 18 Aprile, dopo quasi un mese dalla manifestazione dei primi sintomi.

Fortunatamente appena una settimana e mezzo dopo il primo test positivo tutti i sintomi erano scomparsi. Rincuorato il ragazzo si era sottoposto ad altri due tamponi, il 9 e il 26 maggio. Sia il primo tampone, sia quello eseguito a distanza di 15 giorni, come previsto dalla procedura, sono risultati negativi e il giovane americano si era convinto che il peggio ormai fosse alle spalle.

Purtroppo però il suo calvario è ricominciato il 28 maggio, cioè appena due giorni dopo l’ultimo tampone negativo. Dopo una settimana il nuovo tampone lo conferma come positivo per la seconda volta. 

Il problema a questo punto è stato generato dal fatto che il giovane manifestasse sintomi molto più gravi rispetto alla prima infezione, particolare che ha indotto i medici a indagare in maniera più approfondita.

Ricoverato in ospedale a causa della sua insufficienza respiratoria, il paziente è stato poi informato che non può essersi trattato di una recidiva della prima infezione. I due virus che il paziente ha contratto in momenti differenti erano estremamente diversi tra loro, quindi si tratta di due virus totalmente differenti a cui il corpo del paziente ha risposto in maniere molto diverse.

Le conclusioni dei medici sono molto amare: “I nostri risultati indicano che un contagio potrebbe non proteggere necessariamente da infezioni future” fanno sapere dall’Università del Nevada. “È troppo presto per dire con certezza quali siano le implicazioni di questi risultati per qualsiasi programma di immunizzazione”.

studio coronavirus
Foto da Pixabay

Questo significa che la formulazione del vaccino a cui gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando da mesi potrebbe essere in grado di proteggere i vaccinati solo da un tipo di infezione, ma che anche i vaccinati potrebbero ammalarsi contraendo altri tipi virus che nel frattempo si sono evoluti dalle “versioni” precedenti.