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La malattia di Enrica Bonaccorti: “Non è grave ma mi fa soffrire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:50
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Enrica Bonaccorti è affetta da una malattia particolare, che spesso rende difficili i suoi rapporti sociali e professionali: ne ha parlato a Io e Te.

Enrica Bonaccorti malattia
Enrica Bonaccorti (Instagram)

Non si tratta di una malattia grave e nemmeno di una patologia invalidante ma, come tutti i disturbi mentali, la malattia di Enrica Bonaccorti si insinua in maniera molto subdola nella vita di ogni giorno, alzando il livello di stress degli individui che ne soffrono.

Enrica Bonaccorti ha raccontato a Io e Te come da anni convive con un problema di memoria chiamato prosopagnosia.

Questo disturbo impedisce alla memoria del paziente di funzionare correttamente, e la persona che ne soffre non è sempre in grado di correlare i nomi ai volti delle persone che incontra, o che ha incontrato più volte, o che addirittura conosce da anni.

Addirittura, nei casi più gravi di prosopagnosia, si arriva a non riconoscere la propria immagine in foto. Questo disturbo, che effettivamente sembra intaccare la memoria, è in realtà una particolare forma di cecità. 

Le persone che soffrono di prosopagnosia infatti non riescono a “vedere” correttamente i volti, poiché il cervello non riesce ad associare un volto al modello di volto che in esso è “contenuto”.

Una forma normale di prosopagnosia è l’incapacità di distinguere i volti di individui appartenenti a etnie diverse dalla propria: la prosopagnosia è il motivo per cui a un caucasico gli asiatici sembrano tutti uguali. Semplicemente il loro caratteri fisiognomici non corrispondono al “modello caucasico” con cui il nostro cervello è abituato ad avere a che fare.

Naturalmente, chi conosce la presentatrice sa perfettamente quali sono le conseguenze della sua patologia e ormai sa che la “sbadataggine” di Enrica non è dovuta al caso o alla maleducazione. Come ha spiegato la Bonaccorti, il problema si pone quando è costretta ad avere a che fare con persone che non fanno parte della cerchia ristretta dei suoi amici più cari o dei parenti. È lì che cominciano le gaffe imbarazzanti.

La malattia di Enrica Bonaccorti: “Non riconosco le persone”

Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti (Foto: Instagram)

Enrica Bonaccorti lavora nel mondo dello spettacolo italiano da decenni. La sua carriera non ha mai subito stop ed è sempre andata avanti con grandi successi e soddisfazioni.

Naturalmente, la presentatrice e attrice nel corso degli anni ha conosciuto un’enorme quantità di persone, molte delle quali famose o comunque importanti nel loro settore. Tra l’altro, proprio a causa della sua lunga esperienza nel mondo dello spettacolo, la Bonaccorti ha avuto modo di esprimere un giudizio molto specifico sui comportamenti di Antonella Elia durante la sua partecipazione al Grande Fratello VIP, e non si è trattato di un giudizio positivo.

Purtroppo per Enrica è diventato sempre più difficile associare i nomi ai volti e si tratta di un disturbo che si presenta con qualsiasi tipo di persona, anche con le persone che si incontrano spesso o che si conoscono da anni. “Io a volte non riconosco più le persone, anche quelli che conosco benissimo, che infatti finiscono per offendersi o per prendermi bonariamente in giro” ha dichiarato, sconsolata, la Bonaccorti.

Se a livello privato le cose si risolvono con una semplice presa in giro, a livello pubblico spesso Enrica si è trovata a dover fronteggiare situazioni imbarazzanti. “Una volta ho parlato molto bene di una persona a un uomo. Sono stata fortunata, perché la persona di cui stavo parlando molto bene era proprio quella a cui stavo raccontando la storia” ha spiegato la presentatrice. Naturalmente le cose avrebbero potuto andare in maniera molto diversa: se si fosse trattato di considerazioni negative, la Bonaccorti avrebbe fatto una pessima figura.

Gli eventi mondani a cui di tanto in tanto (almeno prima del Covid) Enrica Bonaccorti era invitata a partecipare, si trasformavano spesso in veri e propri incubi. “Esco di casa tesa, perché so già che tutti mi riconosceranno, dopo cinquant’anni di lavoro. Io invece no, e vorrei anche dirglielo. È una patologia che mi fa soffrire e che mi imbarazza” ha concluso Enrica.