Amore | Differenza tra voler bene e amare spiegata in “Il piccolo Principe”

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Il Piccolo Principe, un libro per bambini che ha molto da insegnare a noi adulti, in primis la differenza tra amare e voler bene.

il piccolo principe libro
Foto da Instagram @gaia_bruschi_psicologa

Antoine de Saint-Exupéry pubblicò il suo racconto più famoso nel 1943, sebbene la popolarità del testo risalga al dopoguerra, con il suo autore già passato a miglior vita.

Il Piccolo Principe da allora rimane uno dei grandi classici della letteratura mondiale, un volume che solo apparentemente si rivolge ai più piccoli ma che, nei fatti, ha molto da insegnare ai più grandi. (Non a caso è stato anche recentemente tratto un film d’animazione dall’opera)

L’amicizia con la piccola volpe piuttosto che con la rosa trasmettono al lettore valori importanti, uno tra tutti quello dei sentimenti. (Puoi cliccare su Test: che personaggio del Piccolo Principe sei? per scoprire se ti rispecchi in un personaggio piuttosto che nell’altro)

Tra i più celebri passaggi c’è quello in cui si disquisisce della differenza tra due grandi sentimenti: amare e voler bene.

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Amare e voler bene secondo Il piccolo Principe

il piccolo principe brano
Foto da Instagram @aneda_arancino

Troviamo il Piccolo Principe in un intenso dialogo con la rosa, un momento chiave del racconto e un’occasione per tutti noi di imparare qualcosa di importante: “Voler bene significa prendere possesso di qualcosa […] Amare è permettere all’altro di essere felice”

E voi siete in grado di amare? Rileggiamo insieme questo celebre passaggio e proviamo a rispondere a questo complesso quesito.

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«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.» Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza. Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.

Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.
Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

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Foto da Instagram @tomthumb76

Ecco dunque la differenza tra amare e voler bene, insegnata sì ai più piccoli ma forse una lezione da imparare anche per i più grandi.