Materna | Insegnante obbliga bimbo a mangiare i suoi escrementi

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Una punizione singolare inflitta ad un bambino della scuola dell’infanzia per una motivazione assurda sta scuotendo l’opinione pubblica ed è già virale.

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 (Istock Photos)

L’asilo o scuola dell’infanzia rappresenta per il bambino il luogo del suo primo distacco dal focolare famigliare a meno chè non abbia giàfrequentato il nido. Ad ogni modo i bambini che vanno all’asilo sono piccoli e bramosi di affetto, sono alle loroprime armi, iniziano a scoprire  il mondo e si affidano alle maestre in tutto e per tutto. Le insegnanti dal canto loro svolgono un ruolo speciale e di elevata responsabilità, educano le generazioni future.

La storia inquietante che stiamo per condividere con voi è stata trasmessa dai nostri colleghi del quotidiano britannico The Sun e 12 News, la newsletter del canale americano KBMT.

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Bambino umiliato dalla sua insegnante costretto a mangiare i suoi escrementi

Questa insegnante rischia è finita in prigione per aver costretto “a mangiare i propri escrementi” ad un bambino della sua classe. Un gesto ritenuto ignobile e umiliante.
Il fatto è accaduto negli Stati Uniti, in particolare a Jasper, in Texas. L’insegnante Mamie Robson Aplon, di 67 anniè stata arrestata all’inizio di novembre scorso dalla polizia.La donna è stata accusata di maltrattamento di minore.

Secondo quanto riportato dai media e stando a quanto emerso dall’azione legale dei famigliari della vittima, il bambino sarebbe stato costretto a mangiare i propri escrementi. Una notizia che ha scioccato molti, soprattutto i colleghi dell’insegnante descritta come una donna molto compassionevole e “innamorata di tutti i suoi studenti” tanto da dedicarsi a loro anche durante le vacanze estive.  Sembrerebbe che questa maestra aiutasse i bambini più svantaggiati in tutto anche offrendo loro da mangiare. Su Facebook una ex collega ha scritto: “Ho avuto il piacere di lavorare 2 anni con questa signora e lei mi ha insegnato moltissimo sulla professione di insegnante, è una donna esemplare”. Allora come è stato possibile? perchè avrebbe commesso un gesto così ignobile?

Non esiste un motivo plausibile per punire un bambino umiliandolo e facendogli mangiare i suoi escrementi. Di fronte alle accuse il preside della scuola ha subito sospeso l’insegnante dal suo  incarico per la sicurezza e il benessere degli studenti.  La scuola ha collaborato pienamente con la polizia nel corso delle indagini. A seguito del processo che ha decretatola colpevolezza dell’insegnante, la giuria avrebbe stanziato una cauzione di 10.000 dollari, l’equivalente di 9.114 euro.

Il processo è ancora in corso e le indagini proseguono, la donna potrebbe essere condannata ad un anno di reclusione e una multa di quasi 3.600 euro.

Bambino umiliato a scuola, cosa fare?

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(Istock)

Per umiliazione accademica si intende la volontà conscia o inconscia di un insegnante o di un compagno di classe di  sminuire uno studente. Le conseguenze a livello psicologico di un tale comportamento su un bambino, un individuo fragile,  a lungo termine possono essere traumatico.

Un bambino umiliato ha difficoltà a raccontare ai propri cari l’accaduto, per un senso di vergogna. Da qui la necessità di osservare e prestare attenzione a determinati segni, e cambiamenti anomali ed improvvisi nel comportamento e qualora si verificano bisogna aiutare il bambino ad aprirsi.

Quando un minore dichiara di essere il bersaglio di atti umilianti, i genitori dovrebbero parlare con l’amministrazione scolastica in modo che possano indagare sulle accuse ed avvalersi di un supporto psicologico per aiutare il bimbo ad affrontare meglio l’umiliazione persistente.

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