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Strage di Capaci: un ex poliziotto mise l’esplosivo sotto l’autostrada

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30
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Il pentito Pietro Riggio racconta che poliziotto che gli avrebbe confessato di essere stato il responsabile che mise l’esplosivo sotto l’autostrada il 23 maggio 1992.

strage di capaci Strage di capaci: una nuova confessione sull’attentato

Una nuova verità sulla strage di Capaci, dove persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca, e i tre ragazzi della scorta, il 23 maggio 1992.
Il pentito Pietro Riggio, racconta di un ex agente della polizia penitenziaria e componente del clan mafioso di Caltanissetta, che avrebbe posizionato l’esplosivo sotto l’autostrada che uccise 5 persone nel maggio 1992.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, il 54enne Pietro Riggio, pentito della mafia dal 2009, ha chiesto di tornare davanti ai magistrati che indagano sulle stragi in cui sono furono coinvolti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La dichiarazione sulla strage di Capaci del pentito Pietro Riggio

pentito riggio: strage di Capaci

Secondo quanto riportato dal giornale La Repubblica, il pentito avrebbe dichiarato davanti ai pm di Caltanissetta: “Un poliziotto chiamato “il turco” mi ha confidato di aver partecipato alla fase esecutiva delle strage do Capaci. Mi disse che fu lui ad occuparsi del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, operazione eseguita tramite l’utilizzo di skate-board”.

Gli inquirenti si sono chiesti perché Riggio abbia aspettato tanto tempo prima di parlare del misterioso ex poliziotto chiamato “il turco”.
L’uomo ha risposto così: “Fino ad oggi ho avuto paura di dichiarare certi argomenti per la mia incolumità e per quella della mia famiglia. Ma adesso i tempi sono maturi e finalmente si possono trattare certi argomenti.”

Riggio avrebbe conosciuto “il turco” nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove quest’ultimo gli avrebbe confessato di aver messo l’esplosivo sotto l’autostrada il 23 maggio 1992.

Dopo la dichiarazione di Pietro Riggio, la procura nazionale antimafia ha convocato una riunione per approfondire il caso.
Attorno al procuratore Federico Cafiero si sono riuniti, proprio qualche giorno fa, i magistrati delle procure di Palermo, Caltanissetta, Catania, Firenze e Reggio Calabria. Ognuno di loro si occupa, a vario titolo, dei filoni per tutto ciò concerne le stragi che uccisero i grandi eroi e magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

 

 

Lucia Schettino

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