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Bruno Vespa intervista Lucia Panigalli, è polemica sul web

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Bruno Vespa, durante l’intervista a Lucia Panigalli, sminuisce l’importanza della storia della donna scampata a un femminicidio.

Bruno Vespa intervista Lucia Panigalli Bruno Vespa intervista Lucia Panigalli sminuendo l’importanza della sua storia

Nella puntata di ieri di “Porta a Porta”, Bruno Vespa ha intervistato Lucia Panigalli, una donna sopravvissuta per miracolo al tentato omicidio del suo ex. L’intervista scatena numerose proteste da parte dei telespettatori e associazioni femministe a causa dei commenti poco opportuni da parte del conduttore televisivo e giornalista.

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Bruno Vespa intervista Lucia Panigalli: ecco cosa le dice

Bruno Vespa intervista Lucia Panigalli

Lucia Panigalli racconta a Rete 4 che ha avuto una storia con il suo assalitore, la quale è stata poco più di un “flirt” di 18 mesi. A quel punto Bruno Vespa risponde sorridendo:

«Signora, 18 mesi sono un bel flirtino»

La donna racconta che il suo ex ha ancora intenzione di ucciderla  e che non si è pentito di averci provato.
Nel 2017, secondo alcune intercettazioni provenienti dal carcere, infatti, il carnefice si era messo d’accordo con il suo compagno di cella per uccidere la ex compagna. Ma nonostante tutto è stato assolto.
E Bruno Vespa continua:

 «È stato assolto perché secondo la giustizia lui è innocente»

Mauro Fabbri, l’assalitore, vive a soli quattro chilometri dall’abitazione di Lucia che, benché possa contare su una scorta per 24 ore al giorno, non sta vivendo la vita che desiderava, temendo sempre per la sua incolumità.
Alla fine dell’intervista, Vespa esordisce dicendo:

«Però, signora, se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa»

A quel punto, Lucia Panigalli inizia a raccontare tutti i dettagli dell’aggressione che le è quasi costata la vita.

Il racconto di un mancato femminicidio

La notte del 16 maggio 2010, Lucia Panigalli viene aggredita da un uomo armato di coltello che indossa il passamontagna.
Dopo essere stata colpita due volte in volto, la donna cade in terra dove viene brutalmente colpita al cranio dall’uomo, che indossa delle scarpe da lavoro.
L’uomo in questione era Mauro Fabbri, l’uomo con cui la vittima aveva avuto una relazione incostante per circa un anno e mezzo.
Fabbri fallisce nel tentativo di ammazzare Lucia e viene condannato a 8 anni e sei mesi di carcere. Ma grazie alla buona condotta, l’aggressore si trova già in libertà e non è pentito, probabilmente sta già pensando di provare di nuovo ad ucciderla.
L’assaltatore, infatti, nel 2017 commissiona il suo compagno di cella per uccidere Lucia, promettendogli in cambio un trattore, un’automobile e 5 mila euro. A confermarlo sono le registrazioni ambientali recuperate dalle autorità carcerarie.

A quel punto Fabbri è protagonista di un nuovo processo, ma questa volta viene dichiarato innocente. L’accordo per un reato senza la sua messa in pratica non è punibile penalmente.
Ecco cosa commenta l’avvocato dell’aggressore nella puntata di “Porta a Porta” di ieri:

«Come dice il buon senso, non si può fare un processo alle intenzioni. Le sentenze sono ineccepibili e giuste»

Fabbri è libero, è Lucia adesso ad essere imprigionata, non essendo libera di vivere serenamente la sua vita e sempre con la paura che il mostro torni ad attaccarla, e questa volta potrebbe riuscire nel suo intento.

 

Di: LUCIA SCHETTINO

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