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Tatuaggi a rischio: ritirato inchiostro cancerogeno

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Sono 9 i pigmenti per tatuaggi ritirati dal mercato italiano perché ritenuti pericolosi per la salute. Ecco l’inchiostro cancerogeno bandito dal Ministero

tatuaggi, inchiostri e pigmenti pericolosi
Tatuaggi, (Istock)

I tatuaggi oggi giorno sono sempre più diffusi soprattutto tra la popolazione giovanile che presenta un amore incondizionato per i disegni sulla pelle. Sono sempre di più le persone che fanno un tatuaggio, a volte ignorando i possibili rischi connessi all’atto di scriversi qualcosa sulla pelle, magari senza alcuna precauzione. È importante fare caso che due persone su tre in Italia ammettono di aver avuto una reazione allergica dopo essersi sottoposti a questo tipo di body art. Molteplici studi hanno portato alla conclusione che, nella maggior parte dei casi, a dare allergia e provocare infezioni sono i pigmenti utilizzati. L’inchiostro per tatuaggi cancerogeno arriva dagli Stati Uniti ma veniva venduto ed utilizzato anche nel nostro paese. Oggi il Ministero della Salute Italiana ha vietato il commercio di 9 di questi pigmenti: Dubai Gold, Sailor Jerry Red, Black Mamba, Green Beret, Hot Pink, Banana Cream, Lining Green, Lining Red Light e Blue Iris.

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L’inchiostro per tatuaggi cancerogeno: ecco cosa conteneva

Qualche anno fa l’Istituto San Gallicano di Roma e l’Istituto Superiore di Sanità hanno condotto uno studio sulla presunta presenza di metalli tossici all’interno dell’inchiostro per tatuaggi e, oltre ad aver confermato la loro presenza nei colori per la pelle, hanno trovato che i pigmenti contenevano una quantità di questi metalli molto maggiore rispetto alla quantità consentita dalla legislazione sui cosmetici. In particolare sono stati presi in considerazione il nichel, il mercurio, il cobalto, il cromo e il cadmio. Il cadmio e il mercurio sono metalli in grado di dare reazioni di tipo tossico. Ma non è finita qui: in alcuni inchiostri utilizzati per i tatuaggi non ci sono solo sostanze inorganiche come i metalli, se non sostanze organiche contenenti elementi cancerogeni e assolutamente dannosi e pericolosi per la salute dei consumatori, ed è tra queste che rientrano le sostanze individuate nei prodotti richiamati dal Ministero della Salute. Antonio Cristaudo, Direttore Unità operativa di dermatologia infettiva e allergologia dell’Istituto San Gallicano di Roma ci tranquillizza riguardo al pericolo: “ Tutto dipende dalla quantità di inchiostro contenuto nella pelle, ovvero la quantità di cute interessata e quindi la grandezza del tatuaggio”.