L’ex dirigente Fininvest finisce in disgrazia: carità in giacca e cravatta, la storia

E’ la storia di Enzo Prosperi. L’uomo che si è messo nello stesso punto di cinque anni fa, di fronte all’entrata della Rinascente, e come allora riceve nel suo «ufficio» di strada: tutti i giorni dal mattino alla sera.

 

Nelle giornata di ieri c’erano tante persone intorno a lui. Tante le comitive, anche di giapponesi che lo hanno immortalato con le loro macchine fotografiche

Prosperi all’arrivo dei giornalisti non si è scomposto: «Chiedo scusa ma come vede stavo ricevendo clienti qui nel mio ufficio. È appena andato via un importante esponente del Pd”

«Io sono un tecnico, mi sono sempre occupato di immagini e di sistemi di comunicazione», spiega ricordando le sue esperienze in tv importanti come Italia 1, che all’ inizio si chiamava Antenna nord, l’ editore era Edilio Rusconi e Silvio Berlusconi sarebbe arrivato dopo insieme a Rete4 e al boom delle emittenti private. «Ho cominciato come scenotecnico», continua, «costruivo le scene perché avevo lavorato in teatro molto tempo, poi uno scenografo di Italia1 all’ epoca mi chiese se mi fosse piaciuto andare lì a lavorare e dal momento che io avevo collaborato con tutti i più grandi del teatro italiano, ho detto sì. Sono stato lì come libero professionista per anni finché mi hanno proposto di essere assunto e andai alle dipendenze di Rusconi. Era il ’77». È vero che è stato dirigente Fininvest? «Sì. Quando sono entrato in Fininvest ero il sesto, quando sono uscito eravamo in 5mila. Sono stato uno dei pionieri della televisione italiana».

E sul tempo che rimarra qui? «Non lo so. Ma voglio che si conosca la situazione di chi ha sempre lavorato e non ha nessun aiuto dallo Stato. Adesso c’ è questo reddito di cittadinanza fatto dai grillini: benissimo, voglio vedere cosa s’ inventano pur di non darmelo». C’ è ancora un filo di speranza, insomma. «Nel 2012 a causa della crisi si suicidavano due imprenditori al giorno», ricorda. «Io ho tentato per quattro volte, l’ ultima è stata la settimana scorsa sotto a un bus. Solo che l’ autista ha frenato».