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I termini del sessismo in Italia e nel mondo

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Quali sono i termini del sessismo in Italia e nel mondo? Ce lo dice Babbel, la famosa app online utile per imparare nuove lingue.

(Fonte: Babbel Magazine)

Oggi è l’8 Marzo, giorno in cui si festeggiano le donne. La festa, inizialmente celebrata solo in famiglia, nel corso degli anni si è trasformata in una giornata dedicata all’attenzione ai diritti delle donne, alla violenza di genere e alla rivendicazione degli obbiettivi sociali. Eppure la strada per ottenere un’equilibrata uguaglianza di genere è ancora lunga: lo dimostra Babbel, la famosa app online utile per imparare nuove lingue, che in questa giornata ha voluto analizzare alcuni termini italiani e non, per dimostrare quanto il patriarcato sia ancora radicato nella vita quotidiana e nelle parole che uomini e donne usano dal mattino alla sera.

I termini del sessismo

  • Isterica (termine italiano usato anche in molte altre lingue)

Nell’antica Grecia Ippocrate, il medico da cui deriva il famoso giuramento, aveva una teoria: l’utero, hystera in greco antico, quando è frustrato vaga per il corpo della donna, causando sintomi quali irritazione, palpitazioni e ansietà. La patologia era caratteristica in particolar modo di donne vergini o vedove, e l’unico rimedio consigliato era il matrimonio. Al giorno d’oggi la maggior parte delle persone che utilizzano questo termine non conosce la radice del suo significato, tuttavia l’espressione “isterica” è usata per insultare donne che si considera siano irascibili senza motivo, associando ironicamente al loro comportamento la mancanza di vita sessuale o alla presenza del ciclo mestruale. Tali ragionamenti non sono poi tanto distanti da quelli fatti dal medico greco.

  • Zitella e Scapolo

Un altro termine utilizzato per giudicare negativamente la vita sessuale delle donne è “zitella”, e il suo parallelo maschile “scapolo”. Nel primo caso, una “zitella” è una donna sola in età avanzata, che non è mai riuscita a “trovare un uomo” e quindi a sposarsi. Nel secondo caso, invece, il termine “scapolo” è usato in modo molto meno dispregiativo: uno “scapolo” è semplicemente un uomo senza moglie, e spesso l’espressione viene connotata positivamente, per esempio quando si parla di uno “scapolo d’oro”.

  • Gars e Garce (sono termini francesi: “ragazzo giovane”, “ragazza facile”)

Nella lingua comune francese questo termine varia di significato a seconda se sia usato al maschile o al femminile: nel primo caso significa semplicemente ragazzo; nel secondo, invece, il termine “grace” è usato per insultare una ragazza facile, giudicata una poco di buono.

  • Schlampe e Schlamper (tedesco: “puttana” e “disordinato”)

Schlampe, una parola tedesca poco educata che al femminile significa “puttana”, al maschile (Schlamper) significa semplicemente che un uomo è disorganizzato e disordinato.

  • Mulher de malandro (portoghese: “la moglie del mascalzone”)

Questo termine normalizza una situazione di violenza domestica, relegandola nel faceto. Sono dette “mulheres de malandros” le donne che, pur essendo in una situazione di violenza domestica, non lasciano il proprio marito. Questa espressione mette le vittime in una posizione di colpa nei confronti della situazione, responsabili di non abbandonare l’uomo violento assolvendolo dalle sue colpe. Il termine, molto facilmente, ignora di fatto i fattori economici e psicologici che troppo spesso costringono una persona a rimanere in una situazione di violenza intollerabile. Da notare anche che l’uomo aggressivo è definito come “mascalzone”, come se non fosse nulla di troppo pericoloso.

Leggi anche –> Violenza sulle donne: parole da evitare quando se ne parla

Parole per riconoscere il sessismo

  • Mansplainig (man + explaining)

Questa parola è stata inventata da Rebecca Solnit, autrice del libro “Gli uomini mi spiegano le cose”, e indica l’atteggiamento paternalista e accondiscendente degli uomini che, screditando e svalutando le capacità femminili, spiegano alle donne argomenti molto ovvi, dando per scontato che le loro interlocutrici non li conoscano o non siano capaci di capirli.

  • Manaterrupting (man + interrupting)

Questa parola descrive l’atteggiamento arrogante di un uomo che interrompe una donna mentre sta parlando, e non le lascia finire quello che sta dicendo. In molti casi il “manterrupting” si trasforma in “mansplaining”.

  • Bropriating (brother + appropriating)

Il “bropriating” si verifica quando un uomo si appropria dell’idea di una collega donna, agendo come se ne fosse lui l’autore e prendendosi tutto il merito del successo. Una condotta molto comune nell’ambiente lavorativo italiano.

  •  Body-shaming

Il body shaming è il giudizio negativo di una donna a causa del suo corpo e del modo in cui essa decide di disporne. Si verifica sopratutto quando la donna decide di mostrare il proprio corpo con serenità, non curandosi degli standard di bellezza imposti dalla società contemporanea, i quali purtroppo promuovono costantemente un ideale che rinforza il circolo vizioso del “body-shaming”.

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