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Sanremo 2019, Negrita “I ragazzi stanno bene”: testo e video

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Scopri il testo di I ragazzi stanno bene, il brano portato dai Negrita al Festival di Sanremo e rivedi anche la loro prima esibizione.

Una società in cui le regole fisse sono divenute troppe e dove, dunque, i giovani faticano a ritrovarsi. Questo il ritratto dei tempi moderni che emerge da I ragazzi stanno bene, il brano con cui i Negrita sono tornati sul palcoscenico del Festival di Sanremo.

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Scopri insieme a noi il testo di questo brano e rivivi anche la sua prima “messa in scena” al Teatro Ariston.

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Sanremo 2019: testo canzone Negrita “I ragazzi stanno bene”

Negrita Sanremo
Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/Getty Images

I ragazzi stanno bene
Testo: Paolo Bruni, Cesare Petricich, Enrico Salvi, Fabrizio Barbacci, Lorenzo Cilembrini – Musica: Paolo Bruni, Cesare Petricich, Enrico Salvi, Francesco Barbacci, Guglielmo Gagliano

Tengo il passo sul mio tempo concentrato come un pugile
Sarà il peso del mio karma o la mia fortitudine
Con in mano una chitarra e un mazzo di fiori distorti
Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata
Ma non mi va
Di raccogliere i miei anni dalla cenere
Voglio un sogno da sognare e voglio ridere
Non mi va

Non ho tempo per brillare voglio esplodere
Ché la vita è una poesia di storie uniche
E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli
Tanto ormai non c’è più tempo che per essere crudeli
E intanto vai, vai che andiamo dentro queste notti di stelle
Con il cuore stretto in mano e con i tagli sulla pelle

Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene
Non ascoltano i consigli e hanno il fuoco nelle vene
Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura
Di piangere stasera, di sciuparvi l’atmosfera
E di somigliare a quelli come me
Non mi va…
Di lasciarmi abbandonare, di dovermi abituare
Di dovermi accontentare
Sopra di noi la gravità
Di un cielo che non ha pietà
Pezzi di vita che non vuoi perdere
Giorni di festa e altri da lacrime
Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…

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