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I media cinesi censurano Peppa Pig, il cartone è stato giudicato sovversivo

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Peppa Pig cartone animato della BBC divenuto in questi anni un fenomeno cult per i più piccoli è stato censurato in Cina poiché giudicato sovversivo.

In molti, durante questi anni si sono chiesti il perché del successo del cartone animato britannico Peppa Pig. In Italia ad esempio è stato accolto con favore dai più piccoli e con ironia dai più grandi che si sono sbizzarriti in parodie sul web più o meno riuscite. Anche in Cina il cartone ha avuto un grande successo, ma a differenza del nostro paese la reazione a questo successo è stata molto più drastica: i media locali hanno cominciato a lamentarsi dei contenuti del programma giudicandolo adatto ai fannulloni e giovani anti sociali, pertanto sovversivo. Tale pesante giudizio ha avuto come conseguenza la cancellazione di tutte le clip esistenti del cartone dall’app e dal sito di condivisione cinese Douyin.

L’approdo di Peppa Pig in Cina, il successo e la censura

Il cartone animato britannico è giunto nel Paese asiatico nel 2015 e nel corso di questi 3 anni (come nel resto del mondo) è diventato un fenomeno di massa. Solo lo scorso anno Peppa Pig ha generato incassi per 7 miliardi di Yuan, raggiunto i 34 miliardi di visualizzazioni su varie piattaforme ed ottenuto 200 milioni di citazioni sul social cinese Weibo (una specie di twitter). A questo si aggiunge la creazione di una mole gigantesca di oggettistica di vario tipo, tra cui una tazza di porcellana in cui Peppa si trova immersa in un paesaggio tradizionale cinese.

Il successo inarrestabile del cartone è stato sin da subito motivo di malcontento per i genitori cinesi, i quali temono che i loro figli possano essere indotti ad imitare l’indolenza dei protagonisti anche nella vita di tutti i giorni. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i media cinesi che, sposando le preoccupazioni dei genitori cinesi, hanno giudicato Peppa Pig come un contenuto sovversivo nel contesto cinese. Il primo risultato di questa condanna è stata la censura delle oltre 30 milioni di clip presenti nella piattaforma di condivisione Douyin, resta da capire se simili provvedimenti verranno presi anche per tutte le altre piattaforme.