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Aiutami e basta: lettera di una mamma esausta

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Constance Hall è una mamma australiana di 34 anni. Quattro figli, un uomo al suo fianco e tutti gi intoppi, ostacoli e dfficoltà di una normale vita familiare che però la ragazza ha deciso dicondividere con il mondo. Constance è infatti una blogger che racconta senza mezzi termini il vero volto della vita di una mamma e moglie: nessun perbenismo sulla meraviglia di essere mamma e donna di casa, bensì un’analisi luci da e a tratti spietata di tutto ciò che può far impazzire una donna.

Ne è un magnifico esempio il post pubblicato a fine gennaio dalla blogger sulla sua pagina Facbook, una riflessione dedicata ai maschietti nell’intento di far capire loro quanto ricevere una aiuto in casa sia per noi donne un irrinunciabile diritto e non un favore da chiedere.

Chi non sottoscriverebbe una simile dichiarazione? Rileggiamola insieme e, soprattutto, facciamola leggere ai nostri uomini.

Qualche giorno fa, mentre lamentavo il fatto che in casa faccio praticamente tutto io con un gruppo di amici che mi dava della “Regina delle prediche”, qualcuno mi ha detto “Se vuoi aiuto devi essere più specifica… chiedilo. Servono liste di cose da fare, la gente non sa leggerti nel pensiero”

E così ci ho provato, ho chiesto… specificatamente… “Puoi portare fuori la spazzatura?”, “Puoi svegliarti con i bambini? Io sono un po’ stanca dopo averlo fatto per 329 anni”, “Puoi andare al supermercato? Io ho già fatto tre carichi di lavatrice, la colazione, il pranzo, sono andata a prendere i libri di scuola dei ragazzi e mi sono occupata degli escrementi galleggianti nello stagno in giardino.”

E in effetti sì, aveva ragione… Quello che chiedevo lo faceva.

Ma ero esausta di tenere a mente tutto… di ricordarmi cosa andasse fatto, di sentirmi assillante… E sapete cosa è successo appena ho smesso di chiedere? NIENTE. Come sempre.

Sono quindi giunta alla conclusione che non è compito mio chiedere aiuto, non è compito mio scrivere delle fottute liste di cose da fare… Noi abbiamo già abbastanza impegni, e insegnare agli altri a considerare me e il mio assurdo carico di lavoro non rientra fra questi.

Aiutami e basta.

Pensa anche per me, occupati di quello che serve a far funzionare la casa. C’è qualcuno che sta pulendo mentre tu alzi i piedi? C’è qualcuno che è fuori con gli amici mentre io sbuccio il trentesimo frutto della giornata? C’è qualcuno che sta portando un peso?

Questo perchè quando l’assillo finisce, quando le richieste di aiuto si interrompono, quando non ci sono più liste di cose da fare… Tutto quello che resta è un rancore silenzioso. E quello, amici miei, è il cancro delle relazioni…

Non è compito di nessuno insegnare la considerazione. È compito vostro. Ogni tanto lavate quei cazzo di piatti senza che vi venga chiesto

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