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Il ritorno alla vita dopo la tragedia di Rigopiano

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Sono passati ormai vari giorni da quando la stima della tragedia di Rigopiano è stata definita con il numero delle vittime e quello dei sopravvissuti.

Oggi ci chiediamo come stanno vivendo coloro che sono usciti indenni, almeno nel fisico, da questa disgrazia.

Sottolineiamo “almeno nel fisico” perché sicuramente le ferite dello spirito sono molte, il ricordo del freddo e del buio, la paura di non farcela e una volta salvi, il pensiero di quelle 29 persone che hanno conosciuto e vissuto in quei giorni che dovevano essere solo una lieta vacanza.

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La vita dopo Rigopiano deve andare avanti

Ma la vita va avanti, non si può fermare e tra i sopravvissuti c’è Giampiero Parete, 38 anni, il cuoco che in vacanza con tutta la famiglia era stato il primo a salvarsi essendo uscito dall’albergo.

Lui che ha visto la valanga scagliarsi sulla struttura all’interno della quale erano rimasto la moglie e i figli.

Oggi è tornato al suo lavoro presso il ristorante L’Isola felice a Silvi Marina, un piccolo chalet fronte mare dove fa il cuoco, non vuole parlare è stanco di ricordare così afferma il proprietario del ristorante Quintino Marcella.

Riprendere la quotidianità è la prima esigenza di questa famiglia lontano però dai riflettori altrimenti accantonare quei momenti diventa estremamente difficile, come per la moglie di Giampiero, la signora Adriana che non riesce ad uscire dalle porte di casa e tantomeno ad affrontare i ricordi di quei due giorni di terrore.

Lei che fa l’infermiera presso l’ospedale di Spoltone ha preso un mese intero di malattia, il trauma è stato notevole.

Diverso invece è stato per i bambini che hanno normalmente ripreso l’attività scolastica senza neanche un grande aiuto psicologico almeno per il momento.

Il signor Quintino ha raccontato che la piccola di casa Ludovica, di 6 anni dice di essere diventata “famosa”!

Questo è il bello dei bambini la loro capacità di estrapolare il lato positivo, almeno ai loro occhi, di ogni disavventura.

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Auguriamo a questa famiglia e a tutti i sopravvissuti a quella notte del 18 gennaio a Rigopiano, di riuscire al più presto a riprendere in mano la loro vita con gli animi più sereni possibili.