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Essere genitori: togliere il ciuccio come e quando farlo

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Togliere il ciuccio al proprio figlio non è certo un’impresa facile, questo perchè il ciuccio rappresenta l’oggetto transazionale per eccellenza per il bambino. E’ quell’oggetto che permette al piccolo di calmarsi e di coccolarsi e rilassarsi. Ma non per questo può essere usato in eterno!

(IStockPhoto)
(IStockPhoto)

Il ciuccio : quando toglierlo?

Togliere il ciuccio per il bambino significa diventare grande e acquisire una propria autonomia, entrambi i genitori devono perciò aiutare e sostenere passo passo il loro piccolo in questo importante traguardo.

Risulta perciò importante e fondamentale per i genitori comprendere quale sia il momento giusto in cui togliere questo piccolo oggetto, quando cioè il bambino è pronto a rinunciarci. Per molti specialisti il periodo migliore oscilla intorno ai due – tre anni, perchè in questa fase il bambino inizia a cercare strategie alternative per consolarsi. e’ importante che il distacco non sia mai brusco o improvviso. In questi casi è meglio usare una modalità transitoria e ancora meglio se si coinvolge il bambino in questo processo magari concordando con lui il posto in cui il ciuccio deve essere conservato e le modalità in cui riprenderlo.

Sempre bene evitare rimproveri o punizioni o confronti con gli altri bambini. Alcuni psicologi sostengono inoltre che la tendenza del bambino a non rinunciare al ciuccio sta ad indicare la sua volontà di comunicare il bisogno di non voler crescere, forzarlo sarebbe in questo caso controproducente. L’abbandono si verificherà  nel momento in cui mamma e papà saranno in grado di comprendere il significato del pianto, e calmarlo con risposte adeguate.