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Il gesto d’amore di Nadia Ferrari le è valso il Premio Bontà 2016

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Non so se avete già sentito parlare di Nadia Ferrari, ma se così non fosse, ecco vorrei raccontare la sua storia.

Lei è un’infermiera all’ospedale di Grosseto, una donna dedita a persone malate, persone che hanno bisogno di cura. Un giorno, nelle corsie dell’ospedale conobbe Mario, un bambino abbandonato in ospedale dai genitori. Prima di essere trasferito all’ospedale di Grosseto, Mario era stato all’ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze, dove aveva già subito numerosissimi interventi neurochirurgici.

Mario aveva una malattia grave che l’ha portato via a meno di 3 anni.

La storia di Nadia Ferrari e Mario, suo figlio!

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Foto: www.avvenire.it

All’ospedale di Grosseto, Mario è arrivato quando aveva 6 mesi. Nadia lo vide per la prima volta nel suo lettino, coperto da tubicini e drenaggi. Era piccolissimo e anche le posizioni in cui stava erano obbligate dall’ospedalizzazione. Tra un intervento e l’altro, avanti e indietro dall’ospedale di Firenze, Mario iniziò a recuperare un poco. La fisioterapia stava dando risultati, poiché si riuscì a sbloccarlo facendogli assumere posizioni più naturali. Iniziò anche a mangiare col biberon, potendo finalmente abbandonare il sondino naso gastrico che fino ad allora lo aveva nutrito.

Nadia iniziò a lavorare su di lui fin da subito, anche quando non era di turno si fermava in ospedale. Quando poi rientrava a casa non riusciva a smettere di pensare a lui, quindi tornava per dargli da mangiare, fargli fare ginnastica oppure giocare. In Nadia cresceva il desiderio di adottare Mario, ma non credeva fosse possibile, fino a quando non diede voce al suo desiderio e un’assistente sociale le disse: “Allora perché no lo fai?”.

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Foto: www.avvenire.it

Era agosto 2012, quando furono avviate le pratiche di affidamento e a marzo 2013, Nadia Ferrari era diventata la mamma di Mario. Tutti si prendevano cura del bambino, ma non era possibile dedicarsi esclusivamente a lui, e così, Nadia decise di mettersi in aspettativa per potersi dedicare a Mario, insieme a sua figlia. Il bambino conobbe il mare, la montagna, la piscina, imparò a muoversi meglio, iniziò a mangiare da solo, teneva la testa sollevata: la vita di Mario rasentava la normalità. Per i suoi 2 anni fu organizzata una grande festa.

Non tutti riuscivano a capire il motivo per cui Nadia Ferrari aveva preso così a cuore il piccolo Mario, ma lei ha sempre avuto la stessa risposta per tutti: “Lo so, soffrirò, ma lo amo e non voglio che sia solo e poi preferisco soffrire per sempre per avere dato a mio figlio Mario l’amore incondizionato di una famiglia, anche per poco, piuttosto che non averlo mai accudito”. 

Nadia sapeva che la vita di Mario sarebbe stata breve, ma questo non le ha impedito di dare a quel bambino amore e sicurezza, di dare a quel bambino malato una mamma, che si sarebbe presa cura di lui fino alla sua morte, avvenuta il 26 gennaio 2014.

Nadia Ferrari avrebbe accolto il bambino anche se fosse diventato grande e sperava tanto che lui potesse diventarlo. Mario ha conosciuto un poco di vita grazie a Nadia, la sua mamma. Ora non restano altro che i ricordi: “Gli parlo in continuazione Se c’è un paradiso, spero che stia correndo e giocando e di arrivarci anch’io un giorno così poi lì ci potremo organizzare meglio, che di tempo ce n’è un’eternità”.

Questo suo gesto d’amore immenso le è valso il Premio Bontà 2016, che non è nulla in confronto a ciò che il piccolo Mario ha potuto vivere e provare grazie a questa grande donna.

Fonte: www.avvenire.it