Mancanza di sonno dà gli stessi effetti dell’ubriachezza

La mancanza di sonno può provocare nel cervello grossi deficit di attenzione, come quelli che causa l’ubriachezza. I particolari da CheDonna.it.

Insonnia (iStock)
Insonnia (iStock)

Un’importante studio scientifico ci ricorda quanto il sonno sia importante per la nostra salute e quanto la sua carenza possa invece essere dannosa. Studiosi inglesi hanno scoperto che la mancanza di sonno può arrivare ad avere gli stessi effetti sul cervello provocati dall’ubriachezza. In primo luogo grossi deficit di attenzione.

Lo studio è dell’Università di Oxford e della Royal Society for Public Health, nel Regno Unito. I ricercatori hanno scoperto che stare 17 ore senza sonno provoca una mancanza di attenzione simile a quella dovuta agli effetti di una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,05%. Se si sta fino a 24 ore senza dormire la mancanza di attenzione è pari a quella che si verifica quando nel sangue c’è una concentrazione di alcol pari allo 0,1%, superiore al limite previsto negli Stati Uniti per poter guidare l’auto.

La carenza di sonno può quindi avere conseguenze molto dannose per chi fa lavori che richiedono grande attenzione e concentrazione e soprattutto per chi svolge lavori ad alto rischio, come controllori di volo, medici e infermieri, autisti, manovratori di macchinari ecc.

Gli esperti inglesi nella loro pubblicazione danno anche alcuni consigli ha chi ha importanti problemi di sonno e fa fatica ad addormentarsi oppure soffre di insonnia vera e propria (affinché si verifichi l’insonnia si deve essere nella condizione di non riuscire a dormire per tre notti a settimana per almeno tre mesi). Di solito chi ha problemi di sonno ricorre ai farmaci come le benzodiazepine, che tuttavia hanno effetti collaterali e possono provocare dipendenza in caso di uso prolungato. In altri casi si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale.

I ricercatori danno però alcuni suggerimenti semplici per aiutare il sonno, che tutti possiamo seguire. In particolare quello di bere latte prima di andare a dormire; un vecchio rimedio della nonna. Il latte, infatti, grazie al triptofano che contiene (un aminoacido essenziale che aiuta la produzione di melatonina e serotonina) ha un effetto calmante e ristoratore che favorirebbe il sonno.

Secondo gli esperti, invece, è inutile contare le pecore per prendere sonno, come suggerisce invece una tradizione popolare, perché questa attività mentale, al contrario, produrrebbe l’effetto contrario, tenendo svegli.