“Essere madre è un peso insopportabile”, lo dice una madre pentita, ma non è l’unica.

“Se potessi tornare indietro nel tempo, con le conoscenze e le esperienze che hai oggi, vorresti ancora diventare madre?” Questa è la domanda posta da Orna Donath, una ricercatrice dell’università di Ben Gurion in Israele a tante donne e quest’ultime hanno risposto di “no”.

Sembra impossibile, ma è tutto vero. Orna Donath ne parla in un saggio accademico diventato libro “Regretting motherhood” (non ancora tradotto in italiano ndr), sono le “madri pentite”. In questo libro ha raccolto la sua storia e quella di tante donne, che alla domanda succitata hanno risposto con un “no”, motivando questo loro pentimento.

Madri pentite, testimonianze da far venire i brividi!

Madri pentite

Nella vita è consentito avere qualche rimorso e la società li accetta, ma quando si tratta di pentirsi di aver messo al mondo dei figli, in questo caso, la società difficilmente lo tollera, poiché in quella israeliana è profondamente radicata la presunzione sociale che ogni donna dovrebbe desiderare di diventare madre o che lo diventi automaticamente dopo essersi sposata. Fin da quando era ragazzina, Orna Donath sapeva di non voler diventare madre avendo ben chiare le sue idee nonostante vivesse in Israele, terra in cui diventare genitore è la “normalità”.

Le testimonianze di alcune madri pentite lasciano davvero a bocca aperta e fanno strada ad alcuni interrogativi a cui difficilmente si può rispondere senza cadere in un giudizio gratuito nei loro confronti del tipo “bastava non farli i figli per non doversi pentire”.

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