Diario di una mamma: Sono queste le contrazioni?

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Il dolore alla schiena è diventato insopportabile, proprio non ce la faccio più e mancano ancora due settimane… il tempo sembra essersi fermato. L’attesa è letteralmente snervante… l’unica cosa che mi consola sono i tuoi calcetti o meglio calcioni. Quanto spazio hai? Secondo me poco… ahiiaaa … cos’era? Sono giorni che sento delle fitte sporadiche.. saranno le contrazioni? No, ma che dico, saranno le contrazioni preparatorie.

Sono queste le contrazioni?

Doglie

Ho cercato di capire cosa sono le contrazioni e come riconoscerle, ma proprio non riesco a distinguerle. Tutti dicono che quando arriva il momento riuscirò a capirlo perfettamente, sono inconfondibili. Ahiaaaa…ancora? E’ notte fonda, papà dorme e anche la nonna… ma le fitte sono troppo forti.

Faccio due passi, forse passa tutto. Che dolore, mi sto piegando in due dal dolore… non respiro bene. Dio mio, sono proprio le contrazioni. Papà si è svegliato immediatamente, la nonna è saltata dal letto. Io non riesco a stare in piedi. Troppo forte il dolore.

All’improvviso mi ritrovo in macchina e partiamo alla volta dell’ospedale. La nonna mi tranquillizza, papà non dice una parola. E ancora un’altra fitta. Meno forte questa volta.

Un’infermiera gentilissima all’accettazione mi dice di attendere nel corridoio in attesa di essere chiamata per la visita. Finalmente entro dopo quasi mezz’ora. Lettino, ecografia e subito il tracciato. Sì, sono le contrazioni ma sono irregolari e non tanto forti, così dice la dottoressa.

Il tuo cuoricino batte forte e veloce, tutto nella normalità. Mi tranquillizzo subito. Mi fanno tornare a casa, ti stai preparando amore, stai iniziando a scendere, sei in posizione. Si avvicina il momento del parto e questo significa che presto ti avrò tra le braccia.

L’unica cosa è che il dolore alla schiena aumenta di ora in ora, quasi non riesco a camminare. Papà mi deve aiutare ad alzarmi dal divano, dal letto.

Siamo tornati a casa e l’unica cosa che voglio fare è stare sdraiata sul divano ad analizzare ogni tuo movimento, ogni contrazione che arriva e la sto monitorando. Appena iniziano a regolarizzarsi devo tornare in ospedale, mi hanno detto e allora orologio alla mano e contiamo.

Stai per arrivare!

Nel prossimo episodio: Nulla va come deve andare…