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Elena Ceste: il pm chiede il massimo della pena per il marito Michele

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Si è riaperto oggi, dopo la pausa estiva, il processo contro Michele Buoninconti accusato dell’uccisione della moglie Elena Ceste. Le ultime notizie da CheDonna.it per la sezione attualità.

elena ceste

Elena Ceste, 37 anni, era la mamma di Costigliole d’Asti, in Piemonte, scomparsa il 14 gennaio del 2014 e ritrovata cadavere il successivo 18 ottobre in un canale non lontano da casa. La donna era madre di quattro figli e per mesi, senza esito, era stata cercata. Sulla sua scomparsa si sono rincorse numerosi illazioni e ricostruzioni fantasiose ad opera di mitomani.

La povera Elena, invece, era morta, senza vestiti dentro un fosso ad appena un 1 chilometro da casa, dove è stata trovata solo dopo 10 mesi, per caso, durante alcuni lavori in un campo adiacente.

Gli inquirenti già sospettavano del marito Michele Buoninconti, vigile del fuoco di 47 anni, per via delle sue ricostruzioni ritenute poco plausibili e contraddittorie della giornata in cui la moglie era scomparsa. Con il ritrovamento del corpo i magistrati hanno deciso di procedere contro di lui e il 29 gennaio scorso, ad un anno dalla comparsa della moglie, Michele è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

A inizio luglio si è aperto il processo, con rito abbreviato, e nell’udienza di oggi il pubblico ministero Laura Deodato ha rivolto la sua richiesta alla corte per Michele Buoninconti: il massimo della pena, l’ergastolo, che tuttavia nel processo con rito abbreviato si ridurrà a trent’anni, con lo sconto di un terzo della pena, se Michele sarà condannato.

“I dati sono incontrovertibili, le indagini sono state condotte in maniera ineccepibile, non esistono ipotesi alternative“, ha dichiarato il pm al termine della requisitoria, durata quattro ore.

Ora in aula saranno ascoltati i legali delle parti civili, la famiglia di Elena Ceste e l’associazione Penelope contro la violenza sulle donne. Il 7 ottobre sarà il turno degli avvocati di Buoninconti. Il giorno seguente dovrebbe essere pronunciata la sentenza dal giudice Roberto Amerio.