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Schwazer si sente in colpa per la squalifica di Caroline Kostner: “Ci chiariremo, un giorno”

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L’atleta azzurro  Alex Schwazer  è tornato a parlare del caso doping che lo ha investito e per il quale è stato squalificato e annuncia di tornare in campo, inaugurando una nuova collaborazione con il professore Sandro Donati, un’icona antidoping.

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“Capisco che c’è chi è contro la possibilità di darmi una seconda chance. Ma il mio ritorno è molto serio, potevo tornare molto più facilmente e invece lo faccio con questo progetto. Non sono il primo dopato, non sarò l’ultimo. Chiedo solo un pò di pazienza alle persone, sarà il tempo a farmi conquistare la fiducia di chi è scettico”, ha detto il marciatore.

In un intervento a Radio 24, l’atleta ha anche ammesso di sentirsi in colpa nei confronti di Carolina Kostner, anche lei squalificata per un anno e 4 mesi per avere di “coperto” il doping del suo ex fidanzato.

“Non mi sento bene nei confronti di Carolina. Spero che la sua squalifica venga ridotta in appello, spero che la vicenda si concluda bene per lei. Ciò che io ho fatto è stato sbagliato e mi spiace che lei sia capitata in mezzo a questa cosa, lei che non c’entra nulla”, ha poi aggiunto Schwazer, spiegando che al momento i due non si sono ancora chiariti.

“Diciamo che la vicenda è troppo fresca, lei è stata squalificata a gennaio, la questione non si risolve in poche settimane. Ma penso che con pazienza ci chiariremo, un giorno”, ha auspicato il marciatore.

Schwazer è sicuro di poter riconquistare la fiducia del pubblico e degli altri atleti: “Le prossime gare saranno una risposta a tutta questo. Io sono tranquillo. Potrei dire che allora non ero dopato, potrei mostrare i valori ematici non sospetti ma la risposta migliore la darò con questo progetto. Dimostrerò che non sono dopato, risponderò sulla strada”.

“I compagni sicuramente non mi accoglieranno bene, lo so- ha detto il marciatore-. Il mio è un percorso lungo, il rispetto lo devo conquistare gara dopo gara. Ma non è un problema con me. Io ho fatto questo sbaglio e non mi sono mai nascosto. Certo confido che la mia squalifica venga ridotta, lo spero proprio. Ma per me sarà importante tornare alle gare in generale, non tanto alle Olimpiadi di Rio. Sento ancora di poter marciare ad alto livello almeno 5 o 6 anni”.