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Milano, modella svedese segregata: altre ragazze vittime dell’aguzzino

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Una vera e propria storia dell’orrore, quella vissuta da una modella svedese di 23 anni, segregata per sei mesi in un’abitazione a Cinisello di Balsamo, da un uomo di 40 anni, pregiudicato, originario di Grosseto, Claudio Rossetto che si fingeva di essere un agente di moda.

Italian Carabinieri check people in the


La giovane ragazza che era venuta in Italia per lavorare come modella è finita nelle mani di un uomo che secondo le prime indagini, potrebbe avere il profilo di un violentatore seriale, che per 6 mesi ha segregato, stuprato e sottoposto a violenze e soprusi continui la giovane donna.

La giovane è stata salvata dai carabinieri di Sesto San Giovanni e dopo essere stata ricoverata, nonostante il parere contrario dei medici, ha firmato una dichiarazione di assunzione di responsabilità per poter tornare nel suo paese. La ragazza prima di imbarcarsi sul volo, in compagnia dei suoi familiari, ha abbracciato e baciato più volte i carabinieri, chiamandoli “i miei angeli custodi” e prima di partire ha detto di “voler giusitizia”: “Tornerò in Italia per averla, ma adesso per un po’ starò a casa con la mia famiglia”.

Il caso è rimbalzato sulle prime pagine dei quotidiani svedesi che riportano anche la testimonianza di alcuni amici della ragazza, tra i quali quella di un modello svedese: “Era sempre socievole e ben in vista sia su twitter che su Facebook, poi improvvisamente sembrava svanita, mi sembrava strano. È dall’aprile dello scorso anno che non l’ho più sentita per telefono. Poi quando ha cancellato i suoi account twitter e instagram ho pensato che fosse impegnata in qualche concorso, ma avevo capito che qualcosa non andava”.

Dopo questo caso, si apprende che diverse ragazze hanno contattato i carabinieri di Sesto San Giovanni, dichiarando di aver avuto a che fare con Rossetto Le ragazze sarebbero tutte straniere e chiedono di essere sentite dalle forze dell’ordine. Al momento vi è però il massimo riserbo da parte dei carabinieri, ma secondo le indiscrezioni tra di loro ci potrebbero essere altri casi di molestie.
Durante la perquisizione a casa di Rossetto sarebbe spuntata un’agenda nella quale l’uomo aveva appuntato nomi e contatti di numerose aspiranti modelle.

In base alla ricostruzione della vicenda, la modella svedese era stata contattata tramite Facebook da Rossetto che l’aveva convinta a venire in Italia.  L’uomo era stato molto convincente: “Era una persona amorevole e dolce”, ha raccontato la ragazza ai carabinieri che dopo sei mesi di violenze e abusi sessuali si è convinta a chiamare le forze dell’ordine.  Lei era mortificata e quando era al telefono con la famiglia doveva fingere e mostrarsi serena, altrimenti veniva massacrata di botte. La giovane vittima ha riportato diverse ferite sul copro e l’ultima tortura è stata quella dei capelli, rasati a zero.

La giovane modella era piuttosto nota nel suo paese: nel 2013 aveva partecipato ad un reality locale, in onda sulla tv nazionale per sette puntate ed era arrivata alle finali di Miss Svezia.

Rossetto sul suo profilo facebook aveva indicato di essere presidente di una fantomatica agenzia “Viper Models management NY”, con tanto di foto del suo presunto “studio”: ovvero, un garage dove nel 2008 aveva stuprato e tenuta prigioniera una ragazza, di origine bielorussa, che era riuscita a scappare. Rossetto fu condannato ed è uscito dal carcere nel 2013, per poi ricominciare.