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LIBRI: Intervista alla scrittrice e mental coach Roberta Liguori

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Oggi, la redazione di CheDonna, per la categoria Libri, vi presenta un’intervista esclusiva alla scrittrice e mental coach Roberta Liguori.

Il suo libro, Perché io sogno forte, edito da Mondadori, è una testimonianza forte nella lotta contro il cancro. Ebbene sì… Roberta Liguori lo ha sconfitto con un atteggiamento positivo e un allenamento quotidiano alla felicità.

Ecco cosa ci ha svelato…

Tu hai una tempra indubbiamente forte. Miri all’obiettivo. Ma come si fa a sognare forte e vincere una battaglia dura come il cancro?
Si fa attraverso un’abilità che tutti possono imparare facilmente, e ha a che fare con la comunicazione, ma un tipo di comunicazione che ha un’accezione diversa da quella che le diamo di solito. Questo tipo di comunicazione non riguarda il trasmettere un messaggio alle altre persone, riguarda piuttosto il parlare in modo efficace con noi stessi, creando pensieri utili alla nostra felicità e alla nostra vita. Perché i nostri pensieri, il nostro stato d’animo, l’atteggiamento che sviluppiamo nei confronti degli eventi che ci capitano, tutto ha a che fare con la nostra abilità di comunicare in mondo utile con noi stessi. Imparando questa abilità si ottengono risultati straordinari nei confronti di qualsiasi sfida, anche contro un cancro. Anche la mia tempra forte è il risultato di allenamento comportamentale, non sono certo nata così, anzi. Fino a pochi anni fa ero molto più fragile, triste, insicura. Imparando la comunicazione efficace e applicandola su me stessa ho modificato in meglio il mio carattere e la mia intera esistenza perché ora so affrontare qualsiasi sfida con il giusto atteggiamento.

I pensieri agiscono anche sulla nostra vita. Quanto bisogna lavorare su se stessi per avere un atteggiamento positivo, soprattutto nelle difficoltà?
Non è tanto questione di “quanto”, piuttosto è questione di “come”. Basta sapere come fare e avere gli strumenti giusti. La bella notizia è che i comportamenti efficaci si imparano davvero facilmente e, soprattutto, velocemente. La convinzione che per diventare bravi in qualcosa bisogna applicarsi per tanto tempo è una convinzione sbagliata, anche in questo caso conta molto di più la qualità del nostro impegno rispetto alla quantità.

Cosa consiglieresti a chi si trova a dover lottare contro il cancro?
Alle persone con cui lavoro come coach consiglio innanzitutto di individuare i motivi per i quali vale per loro la pena combattere e superare questa sfida, che a volte è davvero tosta. Per questo è importante avere degli obiettivi, dei sogni, e continuare a sognare forte anche durante la malattia. Sono i sogni che ci danno la benzina per andare avanti anche nei momenti di difficoltà!

Questo libro non è un semplice romanzo. È un allenamento alla felicità. Puoi svelarci qualche segreto?
Certo, volentieri! Il presupposto è che i nostri comportamenti si allenano proprio come i nostri muscoli. Come noi alleniamo i nostri muscoli per renderli più forti, più energici, più scattanti, allo stesso modo possiamo allenare i comportamenti che ci sono più utili per ottenere risultati nella vita, per ottenere la nostra felicità. Uno dei segreti è quindi proprio questo: la nostra felicità non dipende da ciò che ci accade, ma dal modo in cui noi affrontiamo la vita. Affrontare la vita in modo positivo e utile richiede allenamento, quindi anche la felicità richiede allenamento. Il libro contiene tantissimi allenamenti pratici, sperimentateli e poi mi direte!

Non si ha coraggio se non si ha paura. I tuoi timori più grandi?
Il mio timore più grande è di non poter fare abbastanza per le persone. A volte nelle situazioni più complicate, magari proprio con una persona malata che sto aiutando come Mental Coach, ho paura di non riuscire a dargli gli strumenti, le abilità, l’atteggiamento giusto per superare questa sfida. Io mi affeziono tantissimo alle persone, e ho scelto di non avere con loro un atteggiamento distaccato, ma di lasciarmi coinvolgere nelle loro vite. So che questa è una scelta rischiosa perché condividere i dolori di tutti è impegnativo. Ma così si condividono anche tutte le gioie ed è questo che mi fa pensare che questa scelta sia quella più giusta per me. Corro il rischio anche se ho paura di soffrire, ma la gioia che provo poi ogni volta che riesco ad aiutare qualcuno è moltiplicata.

Silvia Casini