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Caso Yara: le prove che inchioderebbero Bossetti

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La richiesta di chiusura delle indagini è stata presentata sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa nel novembre 2010 da Chignolo d’Isola, il cui corpo senza vita fu ritrovato tre mesi dopo a Brembate di Sopra, e che vede come indagato Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere da giugno scorso, con l’accusa di omicidio.

yara gambirasio
Nelle oltre 60mila pagine degli inquirenti,  con tanto di prove con test del Dna, filmati e intercettazioni, anche se non vi è la prova certa che inchioderebbe Bossetti, vi sono molti indizi a suo carico tra i quali anche le intercettazioni delle conversazioni registrate tra il presunto assassino della 13enne e la moglie dell’uomo in carcere, Marita Colmi, la quale esprimeva dubbi al marito, mentre ai giornalisti invece ha ribadito di essere certa dell’innocenza dell’uomo: “Tu eri lì, nelle immagini si vede il tuo fugone”, dice ad un certo punto la donna, alla quale Bossetti risponde che “non lo so, non lo so, non so spiegarti”.

Infatti, nelle ultime prove sono emersi nuovi filmati che mostrerebbero il furgone Iveco di Bossetti girare attorno alla palestra di Yara per oltre 45 minuti, la sera della sua scomparsa.

Tra le conversazioni, il muratore di Mapello chiede anche alla moglie se durante le perquisizioni nella loro abitazione, sia stato trovato un coltello. Lei replica: “Non l’hai mai usato, vero?!”. Poi nella stessa conversazione la donna racconta al marito di aver trovato due coltellini: “Li ho trovati ieri sera, ce li ho in borsa”. E lui replica: “Buttali, buttali via”.
Poche parole che si aggiungono a molte altre prove che potrebbero gravare sulla posizione di Bossetti come gli indizi recuperati dalle perizie informatiche condotte sul computer di Bossetti che avrebbe avuto una vera ossessione per le ragazzine dalle caratteristiche fisiche simili a quelle di Yara, in quanto sarebbero emerso che le parole più ricercate su Internet dal muratore sono: “Tredicenne rossa, vergine” oppure “Come rimorchiare una ragazzina in palestra”.

Per l’accusa, Yara sarebbe salita volontariamente sul furgone di Bossetti che l’avrebbe condotta a Chignolo d’Isola dove, secondo gli inquirenti sarebbe stata aggredita, seviziata e lasciata agonizzante.