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Elena Ceste: per il Riesame “l’omicidio non fu premeditato”

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Il Tribunale del riesame di Torino ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Michele Buoninconti accusato dell’omicidio della moglie Elena Ceste, scomparsa nel gennaio del 2014 a Costigliole d’Asti, il cui corpo fu ritrovato, dopo nove mesi, in un canale del Rio Mersa, situato a meno di un chilometro da casa.

Michele Buoninconti

I giudici, nel confermate la custodia in carcere per Buoninconti, hanno però escluso l’aggravante della premeditazione, confermando però i gravi indizi a carico del marito di Elena Ceste, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Per il riesame si tratta di un omicidio d’impeto forse avvenuto al termine di una lite.

Al momento, non sono ancora note le motivazioni che dovranno essere depositate in Procura nei prossimi cinque giorni, ma si tratta di una svolta importante dell’inchiesta, in quanto il delitto sarebbe scaturito da un moto improvviso e non da una pianificazione a lungo meditata, come avevano ritenuto la procura e gip di Asti.

“Aspettiamo di leggere le motivazioni del Riesame ma, se i giudici hanno escluso la premeditazione, la posizione di Michele Buoninconti si alleggerisce”, ha dichiarato l’avvocato Alberto Masoero che assiste Buoninconti.

Intanto, lo scorso 7 febbraio si sono svolti i funerali della vittima a Govone, paese d’origine della Ceste.