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CINEMA: Reese Witherspoon ci parla di “Devil’s knot – Fino a prova contraria”

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Reese Witherspoon, che interpreta il ruolo di Pam Hobbs, è una ragazza del sud. “Sono cresciuta a Nashville, nel Tennessee, quindi conoscevo il caso dei Tre di West Memphis. Allora, nel 1996, mentre ero al Sundance Film Festival, vidi Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills. È sempre stato un caso che mi ha interessato, e credo che Joe [Berlinger] e Bruce [Sinofsky] abbiano fatto un lavoro interessante nel catturare quel momento nella cittadina e il sentimento generale, riguardo il caso che non riuscivo a comprendere mentre era in atto.”

Anni dopo venne presentato il copione di DEVIL’S KNOT – FINO A PROVA CONTRARIA alla Whitherspoon. “Quando ho letto il copione ho pensato che fosse una prospettiva interessante sul caso, raccontato da un punto di vista che non avevo considerato prima. Mi sono sentita subito legata alla storia di Pam Hobbs. Era cresciuta in una zona molto simile alla mia e aveva avuto esperienze interessanti, dall’essere davvero convinta all’aprirsi a nuove possibilità. Sapeva esattamente cosa fosse successo e che il processo avrebbe dovuto assicurare alla giustizia i tre ragazzi, sulla colpevolezza dei quali iniziava a nutrire forti dubbi. Si trattava di un’interessante meditazione sul comportamento umano, su come ricerchiamo la verità e quanto essa possa essere importante.”

La Witherspoon venne selezionata dopo che la regia venne affidata a Atom Egoyan. “Dopo aver letto il copione, ho incontrato Atom. Sapevo che avrebbe diretto il film e abbiamo avuto una conversazione molto interessante a riguardo, ed è lì che ho deciso di partecipare al suo progetto,” ricorda la Witherspoon.

Quando l’attrice è impegnata in un progetto, dà tutta se stessa. Per lei è stato fondamentale l’incontro con Pam Hobbs. “Ho avuto l’opportunità di incontrare Pam un paio di volte, ed è stato molto utile per capire come interpretare la sua storia. Da attrice posso dirvi che, interpretare una persona presente nella realtà, è un’esperienza totalmente diversa, quindi sono stata molto attenta a rispettare le sue idee e a rappresentare la stessa dignità che avrei voluto fosse garantita a me se fossi stata in lei. Sono andata a trovarla a West Memphis e lei mi ha portato in giro. Vedere quei luoghi, attraverso i suoi occhi, attraverso i suoi racconti, mi è stato di grande aiuto. È stata estremamente disinvolta e disponibile, nonostante stesse trattando un argomento e un’esperienza che io, da madre, non potrei neanche immaginare. Per questo le sono stata riconoscente, per aver condiviso così tanto con me. Secondo me, quando si interpreta una persona vera, si ha la responsabilità di farlo in maniera fedele, mostrando ogni suo aspetto. Nessuno ha una storia esemplare. Nessuno è perfetto. Ci vuole, quindi, coraggio a vedersi rappresentati in un film, in cui verranno mostrate parti di se stessi che non sono necessariamente le parti migliori. Penso che Pam sia stata davvero coraggiosa” disse la Witherspoon.

La Witherspoon è stata attratta dalla storia per diverse ragioni, ma quella più forte è data dal suo ruolo di madre: “Ciò che riecheggiava in me, che è stata poi la motivazione che mi ha convinto fortemente a partecipare al film, era che nessuno stesse cercando il colpevole del triplice omicidio. Una madre che ha perso un figlio di otto anni, sa che non si darà pace finché non avrà capito la verità sull’accaduto. La necessità di comprendere le cose a noi non molto chiare, è una caratteristica umana e del tutto normale. Quando la mente si arrovella in domande irrisolte può diventare inquietante. Atom ha le idee chiare riguardo al film. Non vuole dare delle risposte. Vuole presentare il caso da diverse prospettive. È tutta una questione di prospettive, che ti fanno vedere una persona, piuttosto che un’altra, come un sospettato, e come ciò possa influenzare un’intera comunità, un intero Paese, o il mondo intero. È davvero una questione di prospettive. Il mio obiettivo nel film è quello di far accrescere la consapevolezza sul caso e magari, nel vederlo, lo stato dell’Arkansas riaprirà il caso per cercare colui che ha ucciso quei bambini, la carenza di risposte non è accettabile né per i genitori, né per i condannati. È tutto un grande punto interrogativo!”

“Sono stata molto fortunata ad incontrare Jason Baldwin e Damien Echols,” disse la Witherspoon. “Nutro molto rispetto nei loro confronti, dopo tutto ciò che hanno affrontato nella vita, hanno avuto la forza di raccontare le loro storie, per cambiare le opinioni della gente e mostrare che non sempre la giustizia viene garantita. La mia opinione riguardo al caso è stata basata sui documentari visti finora, secondo le prospettive dei registi. Attualmente però, sto raccogliendo informazioni dalle persone che sedevano in tribunale ogni giorno, da Pam, da Jason, e da vari presenti. La comprensione è tutto, e le informazioni che riceviamo, nutrono i nostri sospetti su chi abbia commesso il crimine.”

Aggiunge la Witherspoon, “L’esperienza di Pam all’interno della pellicola è straordinaria, va dall’essere una persona affranta dalla perdita, e tormentata dal suo dolore ad una persona che è disposta ad ascoltare le motivazioni della scomparsa di suo figlio. Attraverso il suo viaggio emotivo, trova una maniera per aprire il suo cuore e comprende che può esserci una risposta diversa ai suoi tormenti. E sono convinta che ci voglia davvero tanto coraggio nell’andare controcorrente rispetto alle consuetudini generalmente accettate dalla comunità. In cuor suo sa che la comunità si sbaglia, che i tre ragazzi sono innocenti. Credo che questo suo viaggio sia durato molto tempo nella vita di Pam. Non ascolta soltanto ciò che le persone vogliono dirle. Ci vuole decisamente coraggio.”

“La storia tratta il tema della religione in maniera unica. Atom è molto attento ad affrontare l’identita conservatrice profondamente cristiana. Non è un film che vuole screditare la religione, ma c’è un verso della Bibbia per ogni sentimento negativo che si prova e a volte ciò che dovrebbe renderti una persona aperta, adorabile, può al contrario chiuderti la mente. Il film esplora il binomio tra la religione in contrasto con la spiritualità, che è ciò che Pam sta vivendo – una vera rinascita e l’idea che la religione può essere spiritualità; può essere tolleranza e può aprire il cuore senza chiudere la mente,” dice la Witherspoon.

Un momento emozionante e travolgente continua a riecheggiare nella mente della Witherspoon: il momento in cui Pam porta a scuola il compito di suo figlio, Stevie, per essere valutato nonostante la sua scomparsa. “È stata un’esperienza che Pam ha voluto condividere con me. È stato emozionante abbracciare i compagni di classe di Stevie ed è stato un momento di conforto, che le ha permesso di salutare i compagni di classe, che sentivano la sua mancanza e non avevano mai potuto esternarlo,” conclude la Witherspoon.